La Nostra Amicizia

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WpMetadataReadComplete Thu, May 26, 2016
Era una calda giornata di estate,io mi chiamo Marta ero andata al mare come tutte le estati ma oggi avevo incontrato una ragazza che si chiamava Josefin stovo giocando sulla sabia e lei mi disse piace mi chiamo Jiosefin io avevo detto ciao io mi chiamo Marta vuoi giocare con me avevo detto e lei disse si.poi siamo andate a cercare le conchiglie alimproviso abiamo trovato una conchiglia super grande e poi era anche bella la abiamo rotta a metta cosi ci ricorderemo sempre che eravamo amiche dopo ľestate siamo andati a casa io volevo che era ancora estate perche volevo giocare ancore con Jiosefin,siamo andati a casa e sono salita nel palazo e o visto a Jiosefin e lo abraciata.
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«Alle bambine imperfette, che hanno avuto il coraggio di diventare madri, figlie, sorelle, eroine senza lieto fine.» Nel cuore di un regno che oggi vive solo nei ricordi, nacque una bambina dai capelli chiari e dagli occhi pieni di domande. Si chiamava Chiara Maria Teresa Leopoldina d'Amburgo-Lorena. Per tutti, semplicemente Chiara. Questa non è la storia di una principessa perfetta. Non ci saranno balli riusciti, corone splendenti o principi impeccabili. Ci saranno invece lacrime nascoste sotto i letti a baldacchino, sculacciate con la spazzola sopra i vestiti, fughe nei boschi, lettere mai spedite e sogni cuciti a mano tra le pagine di un diario. Chiara ha vissuto una guerra, ha amato in segreto, ha perso troppo presto, ha punito e si è sentita punita. Ma non ha mai smesso di cercare una carezza nella voce del vento o una risposta negli occhi di una figlia. E forse, proprio là dove l'infanzia non si è mai del tutto conclusa, ha trovato il coraggio di raccontare. Queste memorie non appartengono solo a lei. Appartengono anche a tutte le figlie che hanno odiato e amato le proprie madri. A tutte le madri che hanno temuto di aver sbagliato. E a chi, nella notte, ha parlato con spiriti, animali o sogni troppo veri per essere inventati. È passato molto tempo da quando Chiara camminava per i giardini reali o faceva i capricci nel salone delle udienze. Ma oggi, su quest'isola baciata dal sole, tra gli oleandri e il profumo del mare, lei è di nuovo con noi. Sta seduta accanto a me, i piedi scalzi nella sabbia. Sorride, senza la corona. E finalmente, può raccontare. "Ero solo una bambina. Ma anche le bambine sbagliano. Anche le principesse piangono. E io... non ho mai dimenticato."

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