Deathly Falls

Deathly Falls

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WpMetadataNoticeLast published Sun, Aug 21, 2016
*storia in continua revisione* -Che cazzo era quella cosa?!- Urlai spaventata a Sarah che intanto buttò via quell'essere dalla finestra. Avrei voluto fermarla e dirle di bruciare il corpo, ma ormai era troppo tardi. E una caduta dal sesto piano gli avrebbe sicuramente spappolato le ossa. Lei mi guardò e sorrise. -Sarebbe figo dirti che, questa è solo una delle tante e paurose creature che vivono qui. Ma mentirei dato che è la prima volta che brandisco una padella contro una talpa blu geneticamente modificata- Sarah osservò la sua scrivania. -Non avrei mai immaginato che fra tutte le creature che confermassero tutto ciò a cui lavoro da anni, fosse un mostriciattolo blu. Ma suppongo si debba incominciare in qualche modo- Fece le spallucce. La guardai come se fosse pazza, anche se bhe... Più tempo passavo con lei e più mi convincevo che lei fosse davvero matta da legare.
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EHY GUYS ho già pubblicato questa storia in passato tuttavia ero piccola e la storia non è mai stata completata. a distanza di due anni ve la ripropongo migliorata e completa. Enjoy! ☀️LIBRO SCRITTO A DODICI ANNI☀️ PROLOGO Quando si trovò davanti al nero mantello del principe, che adesso iniziava a starle antipatico, non vide nulla all'interno, lentamente le sue pupille si dilatarono fissando quel buio ipnotico; quando fu completamente assoggettata all'oscurità una lunga e ossuta mano, con la pelle bianca e tirata, con unghie lunghe e nere si protese verso il palpitante cuoricino di Beth e fece cenno di avvicinarsi. Ubbidienti le sue manine si strinsero attorno alle lunghe dita raggrinzite e ossute, senza aspettare mise un piede dentro il cerchio e la canzone la travolse. ........................................................................... Di tutte le allegre bambine che si rotolavano tra le foglie e scherzavano mangiando dolci erano rimaste solo carcasse spogliate e mezze maciullate. Probabilmente non dovrei urlare, non dovrei attirare l'attenzione di nessuno, se è rimasto qualcuno di cui attirare l'attenzione, quella specie di mostro mangia cadaveri è ancora dietro quel muro! Voleva tanto aver potuto pensare quello prima di ritrovarsi ad urlare inciampando e piangendo disperatamente tra i cadaveri di bambine con cui lo stesso giorno prima aveva scambiato le figurine e giocato con le barbie, ma nessuno oramai poteva fermarla, non aveva idea di cosa stesse succedendo, aveva paura e la paura era ciò che si era impossessata di lei quando entrando in casa, stordita, neanche si era accorta dell'ombra che la osservava muta e senza volto da un angolo della camera dove si era rifugiata. SE QUESTA PICCOLA ANTEPRIMA VI INTRIGA, VENITE A DARE UN'OCCHIATA

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