Dolce Tensione

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Dolce Tensione Dubbi e Pensieri. Ore 2.30 del mattino/notte. La bocca piegata in una smorfia, le sopracciglia scure aggrottate, la mano poggiata al mento e l'altra mano che teneva un foglio, dove due occhi scuri perplessi fissavano quel pezzo di carta pieno di note e scarabocchi; era Cristiano seduto sul puff lungo blu che cercava di far sua e modificar qualcosa la dannata "L'ultimo bacio". Non riusciva a prender sonno quella notte, vuoi per colpa del russare di Sergio, vuoi per gli strani mugolii che emetteva Michele durante il sonno , vuoi per un altro pensiero che da un bel paio di giorni a questa parte gli torturava la mente ed era difficile da scacciar via e questo lo mandava terribilmente in bestia. Decise così di andar a ripassare alcune canzoni e modificarle nella palestra blu, ma ogni volta quel pensiero gli ritornava in testa. "Cristiano, basta!Concentrati" disse a se stesso scuotendo la folta chioma mora, cercando di togliersi quel pensiero dalla mente. Sospirò e torn
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Caterina, Lorenzo e Marco, tre storie e tre punti di vista diversi che si intrecciano tra amori, passioni, scontri, segreti, lutti e vendette sullo sfondo delle colline marchigiane di inizio ottocento, dell'opprimente dominio ecclesiastico e dei primi moti carbonari italiani. Erano nel cortile di un convento quando il mondo intorno a loro scomparve. Non contava più chi li avrebbe visti o sentiti, contava solo lei e la reazione del suo corpo. Le era mancata, maledizione. La stringeva ancora a sé quando lei cominciava ad abbandonarsi al suo attacco e si rilassava contro di lui, morbido contro solido. E si rese conto che non la stava più trattenendo, se non dietro la nuca come a supplicarla di proseguire. Ma non erano più necessarie imposizioni e preghiere visto che lei aveva preso a rispondere al bacio e ad aggrapparsi alle sue spalle, spingendosi contro di lui. Stava impazzendo, e decise che l'avrebbe presa in quel luogo sacro, tanto non sarebbe stata la prima volta per quelle povere pietre che, in secoli di preghiere e promiscuità, dovevano averne viste di oscenità. Era infatti tacitamente risaputo che la castità non fosse un voto rigorosamente applicato da sacerdoti e suore, ingiustamente obbligati ad una vita di solitudine. E nessuno meglio di lui in quel momento poteva comprendere quanto fosse difficile frenare la natura e spegnere gli esigenti istinti del corpo, soprattutto se si aveva la fortuna di essere ricambiati.

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