Mimi Pia, Signor Jackson

Mimi Pia, Signor Jackson

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WpMetadataNoticeLast published Fri, Jul 15, 2016
Charlotte era cresciuta tra i grattacieli di Manhattan, tra una scuola privata e l'altra. Una volta diplomatasi, però, aveva deciso di cambiare vita e di frequentare un college pubblico nel vicino quartiere newyorkese del Queens che certo non era tanto lussuoso. Lì conobbe Claire McLaw, una ragazza di Harlem che aveva vissuto un'infanzia molto diversa dalla sua. Diventarono migliori amiche e si laurearono insieme. Poi Charlotte iniziò ad insegnare danza in un centro ricreativo del Bronx dove ogni giorno aveva a che fare con bambini sfortunati e ragazzi tentati dal business delle gang. Intanto Claire si era affermata come giornalista. Nel 1987 la sorte fece loro conoscere Michael Jackson il quale sembrava interessato dal progetto di Charlotte, ovvero quello di tenere i ragazzini lontani dalle strade. Certo i due avevano molte cose in comune, ma sarà facile per loro interagire in un anno tanto cruciale per la carriera di Michael? Riuscirà Charlotte a salvare i bambini dalla malavita? Il Bad Tour rovinerà il loro rapporto o lo rafforzerà? Il Bronx risparmierà coloro che aiutano i più deboli? Nani penzi soma, penzi jua.
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«Julia?» «Mhm?» «Ricordi quando ti ho raccontato di quel ragazzo inglese che venne a studiare qui per un semestre e con cui sono stata per un periodo?» «Quello che credevi fosse la tua anima gemella e che invece ti ha mollata perché ha messo incinta un'altra?» «Tecnicamente, ci siamo lasciati di comune accordo.» «Me lo ricordo. È successo quando, sei anni fa?» «Otto, per la precisione.» «E perché te ne ricordi ora?» «Perché sono abbastanza certa che sia appena entrato in negozio.» Quando Harry aveva deciso di andare a studiare per un semestre a New York, non aveva di certo immaginato di ritrovarsi, otto anni dopo, a vivere stabilmente nella città che non dorme mai, con un cane che combina più disastri di quanto la sua taglia minuta lasci immaginare, due lavori di cui uno che detesta in modo sviscerato e, soprattutto, una figlia nata da una notte brava risalente ad otto anni prima e che si è ritrovato a crescere praticamente da solo. Con un doppio cognome come Morgan Richardson, non si può di certo dire che Riley sia cresciuta lontana dai riflettori: come se l'avere come padre una delle persone più influenti nell'industria musicale non fosse già abbastanza, infatti, lo status di sua madre di regina indiscussa degli anni '80 era ancora scolpito nella pietra come se non si fosse ritirata dai palcoscenici ormai da tempo. E se suo fratello e sua sorella hanno, in qualche modo, seguito le orme dei loro genitori per inseguire il successo, questo a Riley non è mai interessato: tutto ciò che vuole è scrivere canzoni con il suo ristretto gruppo di amici dei tempi in cui ancora frequentava l'NYU, gestire il negozio di vinili che suo nonno le ha lasciato in eredità e, possibilmente, essere lasciata in pace da ogni individuo di sesso maschile fino alla fine dei tempi. Una storia di campeggi, colazioni rovesciate, giravolte al chiaro di luna e musica, che in qualche modo riesce sempre ad arrivare dove tutto il resto si ferma.

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