Lost In Time

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WpMetadataNoticeLast published Tue, Aug 9, 2016
Nicole Johnson è una ragazza come tutte le altre. O almeno così credeva. Tratto dal capitolo 2 " Sentii un forte rumore, il rumore di un clacson. Alzai la testa e un grande mostro di metallo, con la testa rossa, il corpo nero e due grandi occhi gialli, molto velocemente mi stava venendo addosso. Mi paralizzai dalla paura. Un grosso camion era a pochi metri dalla mia faccia. Chiusi gli occhi e strinzi il libro al petto, pensando che mi avrebbe investita. Ma niente. Non successe niente. Mi aveva mancato? Ero già morta e non sentivo dolore? Mi feci coraggio e aprii gli occhi. Quello che avevo davanti sembrava la scena di un film. Tutto si era bloccato. Il camion, le altre macchine, le persone, tutto. Pure la pioggia si era bloccata. Era sospesa sopra di me come tanti piccoli aghi, pronti a cadere da un momento a l'altro. Tutto era fermo. Tutto tranne io. " Tutti i diritti sono riservati. La copia totale o parziale del libro è punibile per legge.
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magia
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Un romanzo intenso e viscerale sulle relazioni tossiche, la malattia e tutto ciò che resta quando le parole finiscono. Tiro un pugno alla parete, la mia mano sanguina, però tutto ciò che riesco a pensare è che preferisco ferire me che lei, anche solo con le parole. Sento il suo sguardo preoccupato su di me prima delle sue parole. «Dev...» Non mi volto perché so che vedendo la rabbia nei miei occhi si spaventerebbe e farebbe un passo indietro e non sopporterei vederla allontanarsi ancora di più da me. «Tranquilla,» mormoro appoggiando la fronte al muro. «Pensa positivamente.» Vorrei evitarla, ma l'ironia mi sfugge dalle labbra. «Ho una mano dolorante quindi non potrò dare al tuo fidanzatino tutte le botte che si merita.». Scivola giù dal letto silenziosamente, avvicinandosi a me. «Dev...» sussurra. Non mi tocca e lo apprezzo, sa che ogni volta che la sua pelle viene a contatto con la mia non riesco a far altro che pensare a lei. «Smettila.» Non mi implora, non si mette a piagnuccolare o a fare l'isterica, anche se avrebbe tutte le ragioni di questo mondo. Continuo a fissare il muro, ma mi basta abbassare le palpebre per immaginare il suo viso impassibile, come sempre, con i suoi grandi occhi marroni che sprigionano tutta la sincerità di quella parola. «Ti prego.» Non aveva mai pregato nessuno, tanto meno un ragazzo. «Non affrontarlo Dev, per favore.» «Lo sai che non lo farei comunque,» ribatto con amarezza. Mi lascio scivolare, schiena contro il muro, fino al pavimento. «Vorrei farlo, e tanto, vorrei colpirlo fino a farlo diventare irriconoscibile però so il prezzo che dovrei pagare. E non posso sopportarlo.» Si siede davanti a me, poggiando le punte delle sue paperine bianche sulle mie scarpe. Sento il suo calore. «Grazie,» bisbiglia con un sorriso afflitto. «So di essere io il prezzo da pagare.» Scuoto la testa piano, la voce appena un sussurro. «Tu non sei il prezzo, Ise. Sei tutto il cazzo di bottino.»

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