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WpMetadataNoticeUltima pubblicazione gio, ott 27, 2016
Naruto è un ragazzo come gli altri o, almeno, lo sembra al primo impatto. Naruto ha un segreto, un oscuro segreto, che sa nascondere bene davanti a tutti. Sa nascondere bene davanti agli occhi del tutore assente, sa nascondere bene davanti agli occhi degli amici e dei compagni di classe. E mentre i suoi vestiti si dipingevano ancora di rosso e la vista sbiadiva per un po', si chiedeva se ci fosse davvero in quel mondo qualcuno in grado di salvarlo. [Questa storia parla di argomenti delicati come autolesionismo, leggete a vostro rischio e pericolo.] [ATTENZIONE= questa storia parla di yaoi, rapporti male x male. Se non vi piace non leggete.]
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sasunaru
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Sanremo, febbraio. Per qualcuno era solo un festival. Per altri era l'occasione della vita. Sayf - Adam all'anagrafe - abbassò lo sguardo sul pass plastificato che gli batteva contro il petto. Il suo nome stampato in nero sembrava quasi appartenere a un altro. Italo-tunisino, emergente, sconosciuto al grande pubblico. Doppi dread lunghi fino alle spalle, quasi sempre raccolti in una coda. Un baffetto sottile che gli dava un'aria troppo giovane per il peso che sentiva addosso. Non era lì per fare presenza. Era lì per essere notato. Sara fissava il proprio riflesso nello specchio dell'hotel mentre cercava di domare una ciocca ribelle. Ventitré anni. Da un paesino della Campania a Roma, da una stanza condivisa all'appartamento in affitto pagato con turni impossibili e sogni troppo grandi per essere detti ad alta voce. Da un anno, lei e Riccardo erano stati affiancati alla conduzione radiofonica di RDS: il giusto mix di energia e fame, avevano detto. Il giusto mix per parlare a una generazione che voleva sentirsi rappresentata. Sanremo era la vetrina più importante. Dirette, interviste, artisti, ascolti. Nessun margine d'errore. Si passò le dita tra i capelli scuri, raccolti in una coda alta. Il telefono vibrò sul comodino. Luca: "Spacca tutto." Sorrise. Lui era stabilità da ormai 2 anni, normalità, equilibrio. Studente di ingegneria, fisico atletico, presenza rassicurante in un mondo che correva troppo veloce.

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