È scritto il destino. Un giorno è predestinato, esattamente quello in cui notte e giorno avranno la stessa durata, due ragazzi, opposti, che non avrebbero mai dovuto incontrarsi, fondono le loro anime. Nascono entrambi da amori che non sarebbero dovuti nascere e che per la sola colpa di essersi ammalati d'amore, ottengono la morte. Ma dopotutto, era già destino, era già stato scritto, che coloro che non sarebbero dovuti nascere, che coloro che avrebbero dovuto morire durante la loro prima notte di vita vivessero, era destino che il Principe Puro e la Principessa Impura si amassero, era destino che dal loro amore nascesse un potere così grande che se non contenuto potrebbe portare il mondo alla FINE? Nessuno lo sa, nessuno lo saprà mai. Tranne forse il Consiglio Supremo, individui che pregiudicano l'amore, individui che prediligono la morte come prima punizione, che hanno in mano, che conoscono il destino di ognuno di noi.
Umani, Vampiri, Licantropi,Demoni, tutto ció che c'è di soprannaturale al mondo loro lo conoscono, ogni specie, ogni persona, ogni essere che ne fa parte, loro conoscono il loro destino. L'unico destino che non conoscono, oltre quello di Dio, loro Capo Supremo, è quello del Principe Puro, e della sua Principessa.
*Da uno dei capitoli.*
Il loro Capo Consiglio si alza, mi viene incontro e si ferma a pochi millimetri dal mio viso. Mi sfida ad un duello di sguardi, così l'unica cosa che posso fare è mostrare ció che sono, un mostro secondo loro, un qualcuno di sbagliato, un errore. Ma io non sono un errore e lo so. Conosco ormai la storia di mamma e papà, di quello che hanno fatto per me, ricordo chi ero e chi sono da quando sono entrato in quel bosco quella notte ormai lontana, conosco il mio potere, conosco quello di Scarlett e so cosa succede quando si fondono. Così raddrizzo le spalle, prendo la mano della Principessa, e assumo l'espressione regale che Mr. Victor mi ha insegnato, ma che secondo lui non si insegna. Sono un Re e
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Cosa può rendere più felice un vampiro? Ritrovare il suo amore perduto o risolvere un caso di omicidio?
Una cosa che Thana può dire con certezza è che nessuna delle due cose era sulla sua lista di cose da fare.
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Umani. Esistono da sempre e sempre esisteranno. Sono la prova vivente di cosa può fare la testardaggine, anche se questa è a scapito di qualcun altro. Hanno il dono di cambiare il loro ambiente fino a che gli torna utile. La loro furbizia viene vista con invidia, il loro egoismo con disprezzo.
Vampiri. Esistono da un eternità e sempre esisteranno. Bevono sangue per poter sopravvivere, cosa che non viene vista molto bene, soprattutto tra gli umani. Sono amati per la loro bellezza immortale e odiati per la loro superbia. Vivono più a lungo di altri esseri, ma non sono mai riusciti ad affermarsi in questo mondo governato dagli umani.
Questi due esseri, sanno dell'esistenza l'uno dell'altro. Non hanno mai trovato il modo di vivere in simbiosi. Di che era la colpa? Era la colpa dei sconsiderati, egocentrici mostri pieni di se? O la colpa era dei vampiri?