L'Albero
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WpMetadataNoticeLast published Wed, Aug 3, 2016
"Conosco una storia che narra di una bambina..." Così inizia il breve racconto che includerà tre soli personaggi e un giardino dimenticato dal mondo. Lì si intrecciarono tre vite che altrimenti non si sarebbero mai incontrate, tre anime tra loro molto legate, tanto da superare la morte. Una storia di solitudine, affetto e amore, una fiaba, un fatto reale, una leggenda narrata da una viandante, in un resort in mezzo ai boschi. Un principe. Una bambina. L'albero. La notte fredda e inquietante era una di quelle notti in cui le uniche fonti di calore e coraggio sono i compagni, i falò e le storie. IE fu in quella notte di storie, che la viandante prese parola.
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«Alle bambine imperfette, che hanno avuto il coraggio di diventare madri, figlie, sorelle, eroine senza lieto fine.» Nel cuore di un regno che oggi vive solo nei ricordi, nacque una bambina dai capelli chiari e dagli occhi pieni di domande. Si chiamava Chiara Maria Teresa Leopoldina d'Amburgo-Lorena. Per tutti, semplicemente Chiara. Questa non è la storia di una principessa perfetta. Non ci saranno balli riusciti, corone splendenti o principi impeccabili. Ci saranno invece lacrime nascoste sotto i letti a baldacchino, sculacciate con la spazzola sopra i vestiti, fughe nei boschi, lettere mai spedite e sogni cuciti a mano tra le pagine di un diario. Chiara ha vissuto una guerra, ha amato in segreto, ha perso troppo presto, ha punito e si è sentita punita. Ma non ha mai smesso di cercare una carezza nella voce del vento o una risposta negli occhi di una figlia. E forse, proprio là dove l'infanzia non si è mai del tutto conclusa, ha trovato il coraggio di raccontare. Queste memorie non appartengono solo a lei. Appartengono anche a tutte le figlie che hanno odiato e amato le proprie madri. A tutte le madri che hanno temuto di aver sbagliato. E a chi, nella notte, ha parlato con spiriti, animali o sogni troppo veri per essere inventati. È passato molto tempo da quando Chiara camminava per i giardini reali o faceva i capricci nel salone delle udienze. Ma oggi, su quest'isola baciata dal sole, tra gli oleandri e il profumo del mare, lei è di nuovo con noi. Sta seduta accanto a me, i piedi scalzi nella sabbia. Sorride, senza la corona. E finalmente, può raccontare. "Ero solo una bambina. Ma anche le bambine sbagliano. Anche le principesse piangono. E io... non ho mai dimenticato."

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