Night Thoughts

Night Thoughts

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WpMetadataReadComplete Sat, Jul 30, 2016
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Fiction
Romance
Mi svegliai alle tre, presi il cellulare con un gesto quasi spontaneo, ormai inciso nel mio cuore ed entrai nella sua chat...la vidi online e pensai ad una frase che diceva: "chi è sveglio a tarda notte o è innamorato oppure ha il cuore infranto." Non so quale forza di volontà o quale sentimento mi spinse a digitare parole per me così pesanti sulla mia piccola tastiera virtuale. Decisi di farle la più banale delle domande: le chiesi come stava... Sapevo che aveva bisogno di parlare dopo tutto quello che le era successo perciò la lasciai sfogare...cominciò a scrivere e a scrivere e io nella mia piccolezza non dissi nulla perché sicuramente i miei "mi dispiace" non avrebbero potuto lenire il suo dolore, o forse sì, ma nel dubbio lasciai a lei il palcoscenico. Mi riversò addosso tutte le sue sofferenze e i suoi pensieri...per due ore ininterrotte il mio cellulare pianse ciò che io nella mia empatia stranamente non riuscii a fare. Mi caricava delle sue difficoltà e io più le portavo più...
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Quando questa storia, vera, mi è stata raccontata non era così divertente. Non è mai divertente la fine di una storia di amore, tra l'altro lunga come questa. C'erano pianti e rabbia e delusione. C'era tanto dolore. Da ciò è nato il desiderio di trasformare tutto ciò. Ho chiesto alla mia amica di riflettere su ciò che le stava succedendo e di scrivermelo a grandi linee, inviandomelo la sera via WhatsApp. In pratica un diario terapeutico (la diarioterapia è spesso consigliata dagli psicologi, quelli seri, poiché sostengono che formulare a parole quello che ci fa paura o che ci preoccupa è il primo passo per liberarcene). Io però poi lo rielaboravo, cercando di metterci il meno possibile del mio ma indossando, grazie al mio distacco, le lenti dell'ironia e del sarcasmo. Poi glielo rinviavo il giorno dopo. Dopo qualche giorno era così divertita e presa dalla scrittura della nostra storia a quattro mani che lei stessa mi raccontava ormai ciò che le succedeva come fosse una barzelletta. Perché, se non ti resta che piangere, diceva qualcuno, forse è meglio prenderla a ridere.

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