
In un vasto prato è normale vedere il vento muovere i fili d'erba. In riva al mare è normale sentire le onde infrangersi sulla sabbia. In una grande città è invece normale ascoltare il rumore di macchine impazienti che aspettano il verde del semaforo. In un parco è normale ascoltare le urla dei bambini. In un bar è normale vedere un gruppo di amici parlare. In fermata è normale vedere un ragazzo con le cuffie ad attendere un auto. È davvero tutto cosi normale? Beh effettivamente tutto ciò che è stato citato si ripresenta in varie circostanze e in varie situazioni. Eppure come si può descrivere esattamente la sensazione che ogni determinata azione provoca? Anche quella è normale? E una persona invece? Come si descrive. Dal nome? Dall'aspetto? Dai pensieri? Elizabeth Mc Hadley ha ventun'anni. Ha lunghi capelli neri, scuri tanto quanto i suoi occhi. Frequenta la facoltà di biologia, vive da sola, grazie a una borsa di studio per studenti fuori sede. Non bastano certo poche parole per capire chi è pero Elizabeth Mc Hadley. Proprio come le sensazioni, anche lei non sa descriversi. Probabilmente è il vento che ti rinfresca una mattina di estate. O anche la pioggia che ti colpisce quando pensi che niente potrebbe andare peggio. È il suono della chitarra di un artista di strada, e la 24h di una dottoressa super acclamata. È l'amore di un adolescente, e anche il dolore di una donna divorziata. È opposti. Qualcuno che cerca solo se stesso. Spaventato di andare oltre gli schemi.Todos los derechos reservados
1 parte