Mi svegliai di soprassalto, tutta sudata, guardai fuori ed era ancora notte. La luna illuminava il bosco, tutta la sua magia creava spettacoli fantastici, che io, non avrei mai potuto godermi pienamente, perché niente mi impressionava più, perché niente era più come prima, perché niente avrebbe fatto sparire i miei incubi e fatto cessare la mia maledizione. Mi guardai in torno, la mia capanna era sempre la stessa, vuota e fredda, senza nessuno con cui condividere niente. Un tuono mi riportò alla realtà, guardai fuori e vidi che stava iniziando a piovere così decisi di rimettermi a dormire, ma quando mi toccai il braccio con la cicatrice un dolore atroce mi fece trasalire, la pelle iniziò a scottare finché, proprio come il fuoco di un drago ti ustiona e ti fa sanguinare, anche la mia cicatrice iniziò a sanguinare....
Non sapevo come eravamo arrivati a questo, sapevo solo che faceva male. Molto male. Non riuscivo a sopportare tutto ciò. Era come se mille lame gelide mi trafiggessero il cuore, e non solo figurativamente.
Come si era arrivati fino a quel punto? Noi due, sotto il potente e scrosciante bacio della pioggia, aggrovigliati in una danza mortale. Piantai i miei occhi nei suoi e pensai che forse era il destino a volere tutte quelle cose. Tutto quel sangue e tutto quel dolore. Tutta quella morte.
Abbandonai la testa all'indietro guardando le nuvole nere sopra di me e lasciando che la pioggia lavasse via ogni mio dolore e che mi baciasse per l'ultima volta.