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L'OMBRA DELLE STELLE

L'OMBRA DELLE STELLE

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Prologo Certi amori nascono sotto una cattiva stella e io percepivo la sua ombra costantemente. Seppur violento, ardente, esasperato, irrefrenabile, insaziabile e intenso che sia, l'amore a volte non basta. Il sogno si dilegua come nebbia al sole, la felicità scorre via come sabbia tra le dita. Ancora oggi quando ripenso a quei mesi un brivido mi attraversa la schiena. Veloce, ma intenso come una pioggia d'estate. La rabbia ha ormai lasciati posto alla dolcezza amara del ricordo. E di ricordi ne ho molti. Tanti brandelli di momenti impressi nella mente come fotografie un po' sbiadite, ma che sfilano ogni notte davanti allo sguardo. Non mi resta che una scatola. Una piccola scatola rossa avvolta da un nastro di raso nero. È piccina, piccina, ma resiste alla maratona crudele del tempo. È lo scrigno prezioso del mio amore.
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La matita scorreva sul foglio e assumeva pian piano una forma sotto i miei occhi. Bianco e nero. Non pensavo quando disegnavo, non lo facevo mai, e mi ricordava lui, in modo indissolubile. Mi allontanava da tutto il peggio che c'era, quanto di piú sbagliato esistesse tra di noi. Da quando lo conoscevo avevo ormai dimenticato cosa volesse dire disegnare qualcosa che non fosse stato lui. Avevo impresso nella mente il verde dei suoi occhi e l'avevo lasciato ovunque. Sui fogli, sui muri, sui marciapiedi. Ovunque. La matita scorreva e mi portava in un mondo che potevo decidere io, e in quel mondo, il mio, c'eravamo io e lui a toglierci il grigio da dosso e a colorare i resti della nostra vita. Diversi, é così che ci giudicavano, diversi ma fottutamente uguali. E io lo odiavo, e poi lo amavo, cosí interrottamente e incondizionatamente che avevo perfino paura di me stessa. Lui mi buttava giú, mi trascinava in fondo al mare, negli abissi, ma poi mi salvava ed era la mia ancora di salvezza.

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