Un addio inaspettato

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WpMetadataNoticeÚltima publicación lun, ago 15, 2016
Sono Michele Polizzi, un ragazzino di 13 anni che racconta la sua vita in compagnia della sua cagnolina, morta mesi fa
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Iris ha diciotto anni e vive in una provincia che le sta stretta. Scrive poesie nei margini dei libri di scuola, fuma per riempire i silenzi e si rifugia nei boschi oltre la ferrovia. Non sa bene cosa vuole, ma sa cosa non vuole: restare lì a farsi spegnere. Piccolo è tornato in città per una pausa dal caos. Sta cercando di tenere insieme la testa e la musica, mentre tutto intorno sembra spingerlo verso l'autodistruzione. È affascinante, ma distante. La gente lo vede come "quello che ce l'ha fatta", ma lui si sente perso più che mai. Si incontrano per caso, a una festa sporca di luci stroboscopiche e bicchieri mezzi vuoti. C'è qualcosa negli occhi di Iris che lo disarma. E qualcosa nella voce di Piccolo che la attira e la spaventa insieme. Iniziano a cercarsi, poi a evitarsi, poi di nuovo a cercarsi. Il loro legame è confuso, pieno di tensioni, gelosie, silenzi e parole dette male. Si fanno male perché è l'unico modo che conoscono per sentirsi vivi. Ma qualcosa cambia quando, una notte, dopo l'ennesima lite, si trovano in macchina sotto la pioggia. Nessuno dei due scappa. E per la prima volta parlano davvero: delle paure, delle aspettative, del dolore che si portano dietro. Da lì, piano, imparano a conoscersi senza maschere. A litigare senza ferirsi. A restare senza soffocarsi. Piccolo riparte con la band, ma stavolta Iris non lo vive come un addio. Si sentono, si scrivono, si aspettano. Quando torna, non sono più due ragazzi che si fanno male per amarsi, ma due persone che scelgono di curarsi, insieme. "Farsi male a noi va bene" diventa un ricordo, un punto di partenza. Non più una condanna, ma una frase da superare. Insieme.

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