Come un fulmine

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WpMetadataNoticeLast published Thu, Aug 25, 2016
Victoria si era imposta un unico e semplice obbiettivo: dimenticare. Pensava che sarebbe arrivato un giorno in cui avrebbe dimenticato i suoi baci, le sue carezze, i suoi abbracci e le loro mani intrecciate. Avrebbe perfino dimenticato il suo profumo, la loro data. Avrebbe dimenticato i suoi occhi color smeraldo, e il modo in cui le guardavano dentro. Pensava che lo avrebbe dimenticato, che per quanto si possa amare, alla fine, un viso che non si vede mai lo si scorda. Ma non era quello che il destino aveva scelto per lei. A volte il passato ti ritorna addosso che tu lo voglia o no. ~ • Non sapevo ancora che quegli occhi mi avrebbero condannato ad amarlo così tanto da finire per odiarlo. •
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"𝘖𝘨𝘯𝘪 𝘪𝘯𝘤𝘰𝘯𝘵𝘳𝘰 𝘶𝘮𝘢𝘯𝘰 𝘦̀ 𝘶𝘯𝘢 𝘧𝘶𝘯𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘥'𝘰𝘯𝘥𝘢, 𝘶𝘯𝘢 𝘴𝘰𝘮𝘮𝘢 𝘪𝘯𝘧𝘪𝘯𝘪𝘵𝘢 𝘥𝘪 𝘱𝘰𝘴𝘴𝘪𝘣𝘪𝘭𝘪𝘵𝘢̀. 𝘘𝘶𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘱𝘢𝘳𝘵𝘪𝘤𝘰𝘭𝘢𝘳𝘦 𝘪𝘯𝘵𝘦𝘳𝘧𝘦𝘳𝘦𝘯𝘻𝘢, 𝘲𝘶𝘦𝘭 𝘨𝘪𝘰𝘳𝘯𝘰, 𝘧𝘶 𝘱𝘶𝘳𝘢 𝘱𝘳𝘰𝘣𝘢𝘣𝘪𝘭𝘪𝘵𝘢̀ 𝘤𝘰𝘭𝘭𝘢𝘴𝘴𝘢𝘵𝘢." E fu così che tutto ebbe inizio. Arrivò lui, bello e dannato, con un sorriso che pesava come un macigno nel petto: il tipo di sorriso che avrebbe fatto girare la testa a qualsiasi ragazza. I suoi occhi verdi mi scrutavano come se fossi davvero un diamante prezioso, fragile e raro, da custodire. Ma era davvero così? Le ragazze gli giravano intorno come satelliti, e a lui bastava un'occhiata per scegliere quale orbitare quella sera. Aveva sempre una battuta pronta e quel suo modo di inclinare la testa che ti faceva venire voglia di prenderlo a schiaffi... o di baciarlo. Ma raramente era quello che mostrava. Quello che gli altri vedevano, era solo un copione. Qualcosa in lui illudeva,come fa il dolce prima che arrivi l'amaro, quando ancora credi che il sapore resterà buono per sempre. Io non avevo troppe pretese, ma lui era il tipo che non ti avrebbe mai chiesto di restare. Eppure, quando me ne andavo, mi guardava come se non volesse lasciarmi andare.

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