31 parti Completa 'Girlhood' è un'esplorazione editoriale e lirica di cosa significhi crescere femmina in un mondo che impara a rivendicare i corpi delle ragazze molto prima che le ragazze imparino ad abitarli. Attraverso saggi frammentati, riflessioni intime e critica culturale, racconta la violenza silenziosa dell'oggettificazione, dell'obbedienza e del silenzio: l'insegnamento costante a essere più piccole, più accomodanti, grate e "digeribili", e il modo in cui queste lezioni si traducono spesso in auto-cancellazione, disturbi alimentari e un rapporto spezzato con il corpo. Questo libro affronta i disturbi alimentari non come patologie isolate, ma come risposte culturali a una società che premia il controllo, la scomparsa e la compiacenza nelle donne. Girlhood ridefinisce la guarigione come un atto insieme personale e politico: la decisione lenta e radicale di restare, nutrirsi, parlare e reclamare il proprio corpo come casa.
Muovendosi tra fanciullezza e età adulta, vulnerabilità dell'era Tumblr e lucidità adulta, lutto e resistenza, Girlhood rifiuta di romanticizzare la sofferenza. Al suo posto documenta ciò che viene dopo: il dolore della guarigione, il disagio del disimparare e la forza silenziosa di scegliere la vita al posto della punizione.
Girlhood esiste perché troppe donne sono state educate a normalizzare il proprio dolore. Perché la guarigione dall'anoressia merita un linguaggio che non la edulcori né la renda romantica.