
"A che scopo esisterei, se fossi tutta contenuta in me stessa? I miei grandi dolori, in questo mondo, sono stati i dolori di Heathcliff, io li ho tutti indovinati e sentiti fin dal principio. Il mio gran pensiero, nella vita, è lui. Se tutto il resto perisse e lui restasse, io potrei continuare ad esistere; ma se tutto il resto durasse e lui fosse annientato, il mondo diverrebbe, per me, qualche cosa di immensamente estraneo: avrei l'impressione di non farne più parte. Il mio amore per Linton è come il fogliame dei boschi: il tempo lo trasformerà, ne sono sicura, come l'inverno trasforma le piante. Ma il mio amore per Heathcliff somiglia alle rocce nascoste ed immutabili; dà poca gioia apparente ma è necessario". esistenza [e-si-stèn-za] s.f. 1 filos. Condizione propria di ciò che è reale 2 estens. Stato di realtà, di evidenza, di presenza di qlcu. o qlco.: credere nell'e. di Dio 3 Vita individuale o collettiva: condurre un'e. tranquilla Eppure, secondo Harry, quella non era la vera definizione, perché la sua esistenza era Anastasia come per lei lo era Harry.Tutti i diritti riservati
1 parte