• Ispirata a Thank you for the venom (My Chemical Romance) e King for a day (Pierce The Veil ft. Kellin Quinn) •
«Love is the red, the rose on your coffin door»
«Black is the kiss, the touch of the serpent son»
Quella ragazza dai capelli scuri come la notte aveva amato tanto. Aveva amato un'anima senza badare al corpo, e per questo è stata punita.
Forse esiste un dolore più grande di quello che si prova quando si perde chi ami, altrimenti come si fa a spiegare ciò che provava lei quando l'amore le era stato portato via? Aveva visto la vita della sua ragazza scivolare lontano, scorrere tra le dita e andare incontro alla Morte. Ciò per cui era vissuta non c'era più, ma erano rimasti gli sguardi di rimprovero, le parole cattive e le persone disgustate con cui fare i conti. Se la gente non capisce allora è sbagliato e va condannato. E la gente non capisce come possono amarsi due ragazze, la gente non comprende l'amore.
[Dal testo]
Occhi maligni anche in quell'occasione, occhi tristi, occhi semplicemente stanchi.
Li sentiva su di sé, ma non voleva ricambiare il loro sguardo, li percepiva e li rifiutava, puntando i suoi - di occhi - sull'unico punto in tutta la chiesa che sembrava rilucere, l'unico luogo nell'immensa navata che non fosse impregnato d'oscurità fino nell'anima. Un unico istante, sospeso nel tempo, del colore del fuoco e del sangue. Fissò gli occhi in quel punto e le uniche cose a cui riuscisse a pensare erano le tonalità di rosso.
Rosso cremisi, rosso granata, rosso amaranto. Borgogna, carminio, sangria. Veneziano, cardinale, scarlatto.
Il rosso delle rose poggiate sopra la bara riempiva completamente la sua visuale e anche quando si ritrovò davanti quel viso che non avrebbe più visto, i suoi pensieri correvano ancora al rosso.
26.01.2017: #273 in narrativa generale
#WritHer
06.09.2018: #246 in #addio
[Mature contents]
La storia contiene la descrizione di un funerale, sconsiglio la lettura se siete molto sensibili.
[Gen
Dal capitolo 1:
C'era un motivo ben preciso per cui mi tuffavo da una scogliera alta venti metri.
Era l'unico modo che mi era rimasto per sentirmi viva. Quello, ed ogni altra cosa pericolosa o rischiosa. Volevo sentire il cuore battere all'impazzata, l'adrenalina scorrere imperiosa nelle vene e avere la sensazione di trovarmi ad un passo dalla morte.
Dal capitolo 18:
Scattava sempre qualcosa in quelle occasioni, quando avevi la possibilità di morire da un momento all'altro. Successe anche con noi. Inevitabilmente, fra noi si creò un legame. Mi chiedevo solo a cosa avrebbe portato tutto quello ed avevo paura, perchè sapevo che ci avrebbe segnati entrambi. Scoprii anche un'altra cosa quella sera: io ed Aron eravamo simili, fin troppo simili.
Dal capitolo 22:
Aron non era quel genere di persona che riuscivi ad inquadrare nel giro di poche conversazioni, era totalmente differente. Era quel genere di persona che dovevi scoprire di giorno in giorno, che si rivelava a poco a poco.
Commenti dall'epilogo/ultimo angolo autrice:
BeatrixOlderdarkness: 《La tua storia mi ha lasciato semplicemente senza fiato.
Mi hai accompagnata per quattro giorni con la storia di Jane e Aron. Mi hai accompagnata facendomi sentire viva. Perché sì, solo le storie belle ti fanno sentire viva. E questa è bella. Nel senso che intende Jane, nel senso che intende Aron guardando Jane.
E poi: Aron. Maledizione se mi è piaciuto! Ha un carattere profondamente interessante che mai prima d'ora avevo trovato. La sua originalità l'ho apprezzata molto》
mooncatsaresad:《Questo libro è il più bello e significativo che abbia mai letto, mi ha fatto provare emozioni che pochissimi altri libri mi hanno fatto provare》
ellie_pie:《La tua capacita di scrittrice mi ha davvero stupefatta. Nemmeno nei libri che ho a casa ho mai letto qualcosa di tanto stupendo e meraviglioso》
[COMPLETATA]