REMEMBER ME

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WpMetadataNoticeLast published Fri, Sep 2, 2016
Sono su un letto, steso, stressato e confuso. Non sapevo cosa accadeva, cosa facevo e cosa pensavo. La luce spenta della mia cameretta mi metteva inquietudine, paura e molto nervosismo. Era tutto ok, finché apparí l'alba del mattino, così mi tranquillizzavo. Ogni giorno sempre così, paura di andare a scuola per avere voti bassi e per essere vittima di bulli, paura di tornare a casa i miei genitori erano troppo severi con me. L'unica persona di cui mi confidavo era il mio migliore amico, Steve, alto e simpatico. Era l'unica persona che mi tranquillizzava quando c'era sempre con me.
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Quando questa storia, vera, mi è stata raccontata non era così divertente. Non è mai divertente la fine di una storia di amore, tra l'altro lunga come questa. C'erano pianti e rabbia e delusione. C'era tanto dolore. Da ciò è nato il desiderio di trasformare tutto ciò. Ho chiesto alla mia amica di riflettere su ciò che le stava succedendo e di scrivermelo a grandi linee, inviandomelo la sera via WhatsApp. In pratica un diario terapeutico (la diarioterapia è spesso consigliata dagli psicologi, quelli seri, poiché sostengono che formulare a parole quello che ci fa paura o che ci preoccupa è il primo passo per liberarcene). Io però poi lo rielaboravo, cercando di metterci il meno possibile del mio ma indossando, grazie al mio distacco, le lenti dell'ironia e del sarcasmo. Poi glielo rinviavo il giorno dopo. Dopo qualche giorno era così divertita e presa dalla scrittura della nostra storia a quattro mani che lei stessa mi raccontava ormai ciò che le succedeva come fosse una barzelletta. Perché, se non ti resta che piangere, diceva qualcuno, forse è meglio prenderla a ridere.

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