ANNEGARE NEL PROPRIO PASSATO  (Wattys2017)

ANNEGARE NEL PROPRIO PASSATO (Wattys2017)

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WpMetadataNoticeLast published Fri, Jul 14, 2017
Ti divincoli dalle braccia della morte, cerchi conforto nella solitudine mentre anneghi nei tuoi ricordi. Sai che un giorno morirai, ma fai l'impossibile per rimandare. Sai che non c'è più niente da fare, ma continui a lottare. Sai che devi smettere, ma le tue mani non smettono di graffiare quella pelle chiara e delicata. "Ho bisogno di respirare. Ho bisogno di qualcuno che non mi lasci annegare." Giaia è una ragazza fuori dal comune, vive tra violenze domestiche e gli insulti a scuola, cerca quel poco di conforto in un lama e a rileggere lo stesso libro. Tra una solitudine e una voragine nel cuore. La mancanza di una vera famiglia, l' ha portata a richiudersi nel suo guscio. Tutto cambia quando dalla sua cupola di vetro inizia a vedere il mondo da un'altra prospettiva. Ma anche grazie a lui. Due mondi opposti che si scontrano.
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[COMPLETA] "Perché questo è il dolore della vita: che per essere felici bisogna essere in due." Victoria e Richard. Due ragazzi che nascondono negli occhi la paura di essere soli. Due anime destinate a dare vita ad un turbinio di emozioni. Ma la solitudine avrà la meglio su queste nuove emozioni? O sarà una nuova luce a brillare in quegli sguardi spenti? Victoria vorrebbe poter avere al suo fianco qualcuno che sia disposto ad ascoltarla, ma... Non tutti sentono la necessità di ascoltare e, amare. Forse, però, qualcuno potrebbe ritrovarsi a cambiare idea grazie allo stesso enorme potere della solitudine. ESTRATTO: "Magnetici, lo sono sempre stati, i tuoi occhi. Sin dall'alba, fino al tramonto di ogni giorno, si portano dietro una certa fragilità di volontà non priva di autocompiacimento che ti impedisce di dare una svolta, di toglierti di dosso quell'estrema sensazione di dannata solitudine. Ti si è annidata nello sguardo e tra le occhiaie scavate, l'Accidia. Non reggo, i miei di occhi, non reggono. Quella patina di splendore, che a metri di distanza, inganna. Sembra che i tuoi occhi stiano persino sorridendo, ma quanto è inimmaginabile una cosa simile? Io, che l'ho respirata la tua stessa Accidia, io che ad un palmo di distanza dal tuo viso, l'ho vista la realtà dei fatti, l'ho toccata con mano. I tuoi occhi piangono in silenzio, senza bagnarsi di lacrime. Non esiste droga che giustifichi, si chiama Indolenza, mista a indifferenza e noia. Non esiste parte di me che ti giustifichi, Richard."

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