Senza limiti

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WpMetadataNoticeZuletzt aktualisiert So., Apr. 2, 2017
Lui rimase immobile a guardarla, il suo petto si alzava velocemente sotto la maglietta bagnata, i suoi occhi la fissavano come due braci incandescenti. La bocca leggermente socchiusa, in cerca di ossigeno. Eppure era lei che non riusciva a respirare. Perché ogni molecola d' aria sembrava assorbita dal corpo di lui, che l' attraeva e la distruggeva ogni secondo di più. Lui era il suo centro, il suo inizio e la sua fine. Era il suo peggior segreto e il suo peccato più proibito, quello che l' avrebbe distrutta, eppure era lo stesso motivo per cui ogni giorno si alzava e sorrideva. Era il suo sbaglio più grande e il suo più grande errore, ed era irrevocabilmente, il motivo per cui lei realmente si sentiva viva. E per niente al mondo avrebbe potuto rinunciare a lui. Per questo doveva fingere. Perché altrimenti lo avrebbe perso per sempre.
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"Lo scrutai impercettibile. Ora, di quel bambino dalle guance paffute, dal sorriso leggermente incurvato e a tratti associale non rimasero che gli occhi. Il color azzurro dalle mille sfumature si posò sulla mia figura , come se fosse stato consapevole da sempre della mia presenza. Mi sentì pervadere da una sensazione di freddo nonostante la calda frescura che penetrava dalla finestra appena socchiusa. Il suo sguardo fu attraversato da un qualcosa di cattivo, di intimidatorio. Un qualcosa che, a mio parere, era completamente in disaccordo con i lineamenti definiti e fino del suo volto. Certo era che il suo aspetto non poteva passare inosservato. Sentivo come se potessi evaporare da un momento all'altro, quasi all'istante sotto la pressione invisibile della sua fastidiosa e precisa osservazione. Volevo semplicemente scappare lontano da tutti, lontano da lui. Per la prima volta in vita mia mi sentì sbagliata, inadeguata. Poi realizzai. La consapevolezza di dover vivere un anno della mia vita in questa casa mi schiaffeggio senza ritegno" Aurora Blake ha sempre avuto la vita perfetta. Non si è mai preoccupata del suo comportamento sconsiderato, spavaldo e di fronte ad ogni guaio sapeva di poter contare su sua madre. Ma quando l'unico genitore che ha decide di punirla finalmente per il suo ennesimo errore Aurora si ritrova ad affrontare l'unica persona che le aveva formato, in parte, il carattere. Amava e adorava suo zio Aleksander, ma mai avrebbe dimenticato quel volto che le aveva distrutto l'infanzia. Lui, che la terrorizzava. Lui, che le tirava le trecce fatte accuratamente da sua madre. Lui, suo cugino acquisito, che già all'età di sette anni aveva quel luccichio malvagio che, spesso e volentieri, gli attraversava le iridi. "Fra tutti i bambini, zio ha dovuto scegliere quello più stronzo apparentemente"

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