Pyscopatica •Laughing Jack•

Pyscopatica •Laughing Jack•

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WpMetadataReadComplete Wed, Sep 28, 2016
Li definivo veri amici.. Ma non era affatto così. Pensavo fossero la mia famiglia.. Mi sbagliavo di grosso. Pensavo che LEI era mia amica.. Non era vero. Tutti i 'ti voglio bene' Erano falsi. Quel 'io ci sarò sempre' Era una menzogna.. Del resto io vivo in una menzogna, La mia vita è una menzogna.. Io stessa sono una menzogna.. Tutto quel che luccica non è oro. Ma poi Conobbi lui.. Uno stupido pagliaccio in un circo , Con espressione depressa e malinconica. Lo vidi prendere in braccio un bimbo. Dargli una caramella e avviarsi nel bosco... Mi ha sconcertato quello che vidi. ... ..Il mio povero fratellino.. ... Dentro il suo corpo caramelle giacevano... ... I-i suoi occhi erano stati cavati.. E al suo fianco... Una strana scatolina.. Tutta bianca e nera. Tutta polverosa. Tutta rovinata. Tutta sbiadita. .. Fu proprio uno stupido giocattolino infantile a cambiarmi la vita.
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*Dalla storia* La melodia continua lenta e io non posso non chiedermi se per caso non sia già nel mio letto e questo sia tutto frutto della mia mente. Così, un po' per comprendere se sono per davvero nel mondo dei sogni, un po' per il bisogno di godermi il contatto che le nostre anime sembrano aver istaurato, chiudo gli occhi e quando qualche secondo dopo li riapro lui è ancora lì, con le mani sui miei fianchi e i suoi occhi su di me. La mia mente non è ancora sicura al cento per cento di non stare sognando, per questo una minuscola parte di me ancora lucida, comprendendo che ben presto non avrei risposto delle mie azioni, fa muovere una mia gamba all'indietro, lasciando che le mani del ragazzo scivolino via dal mio corpo. La bolla creata attorno a noi non scompare però, questo perché non riesco a smettere comunque di osservarlo e quando lui fa lo stesso capisco che non è ancora finita. Gli basta un piccolo passo per trovarci di nuovo così vicini da riuscire a sentire il rumore dei suoi respiri. Questa volta però non poggia le mani sui miei fianchi, in modo troppo lento avvicina il viso al mio e quando credo che i nostri nasi si scontreranno e le sue labbra finiranno sulle mie, sento invece un brivido attraversare tutto il mio corpo quando queste sfiorano il mio orecchio e le gambe cedere quando la sua calda e rauca voce, come una delle più belle canzoni, mi dice "Non allontanarti da me, Elisabeth." {Il tempo invecchia e fa maturare, il tempo cambia. I quattro anni lontani da casa per Elisabeth sono stati i più belli da lei trascorsi, ma sa di non poter stare per sempre lontana da casa e quando vi farà ritorno tutto sarà diverso.}

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