Heaven And Hell

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WpMetadataNoticeLast published Tue, Feb 8, 2022
Iniziò a mettere le cose in valigia. Ad Elizabeth quei due anni lontana da New York avevano fatto bene, e starà ancora meglio quando ripartirà per la Florida. Guardò le quattro pareti che la circondavano e che per 18 anni erano state la sua prigione. Niente nostalgia, niente rammarico. Pensò a Londra e i due anni passati a studiare lettere. Lì era stato tutto perfetto, fino ovviamente a William. La causa del suo trasferimento e la causa del suo dolore. Si guardò il fianco, dove una cicatrice lunga quasi 5 centimetri era coperta dalla maglietta. Chiuse gli occhi e fece un gran sospiro. Niente le avrebbe rovinato la vita da ora in poi. A svegliarla dai suoi pensieri fu il padre che la chiamava fuori dalla porta. Era il tempo di partire. Si stampò in faccia un sorriso finto e uscì dalla camera. L'addio con i genitori non fu difficile. Non la salutarono neanche. Le fecero solo un freddo cenno con la testa, e la madre la guardò con gli occhi che solo una madre delusa può avere. Solo il fratello la abbracciò e le promise di andarla a trovare. I due non avevano mai avuto un buon rapporto, ma quando era tornata distrutta da Londra lui era stato l'unico a parlarle e a farla reagire. Anche se solo per una settimana i due si erano sentiti più legati che mai, e si erano entrambi scordati delle vecchie discussioni. Diede un ultimo saluto generale per poi entrare nel taxi. Lì disse al tassista dove era diretta e appoggiò poi la testa contro il finestrino. Addio Inferno. _ _ _ _ _ Se siete curiosi di sapere come va avanti leggere il Prologo! Questa storia è di kiko21, tutti i diritti sono riservati a lei
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«Julia?» «Mhm?» «Ricordi quando ti ho raccontato di quel ragazzo inglese che venne a studiare qui per un semestre e con cui sono stata per un periodo?» «Quello che credevi fosse la tua anima gemella e che invece ti ha mollata perché ha messo incinta un'altra?» «Tecnicamente, ci siamo lasciati di comune accordo.» «Me lo ricordo. È successo quando, sei anni fa?» «Otto, per la precisione.» «E perché te ne ricordi ora?» «Perché sono abbastanza certa che sia appena entrato in negozio.» Quando Harry aveva deciso di andare a studiare per un semestre a New York, non aveva di certo immaginato di ritrovarsi, otto anni dopo, a vivere stabilmente nella città che non dorme mai, con un cane che combina più disastri di quanto la sua taglia minuta lasci immaginare, due lavori di cui uno che detesta in modo sviscerato e, soprattutto, una figlia nata da una notte brava risalente ad otto anni prima e che si è ritrovato a crescere praticamente da solo. Con un doppio cognome come Morgan Richardson, non si può di certo dire che Riley sia cresciuta lontana dai riflettori: come se l'avere come padre una delle persone più influenti nell'industria musicale non fosse già abbastanza, infatti, lo status di sua madre di regina indiscussa degli anni '80 era ancora scolpito nella pietra come se non si fosse ritirata dai palcoscenici ormai da tempo. E se suo fratello e sua sorella hanno, in qualche modo, seguito le orme dei loro genitori per inseguire il successo, questo a Riley non è mai interessato: tutto ciò che vuole è scrivere canzoni con il suo ristretto gruppo di amici dei tempi in cui ancora frequentava l'NYU, gestire il negozio di vinili che suo nonno le ha lasciato in eredità e, possibilmente, essere lasciata in pace da ogni individuo di sesso maschile fino alla fine dei tempi. Una storia di campeggi, colazioni rovesciate, giravolte al chiaro di luna e musica, che in qualche modo riesce sempre ad arrivare dove tutto il resto si ferma.

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