June ha 17 anni e il cervello che non si spegne mai. Osserva tutto. Assorbe tutto. Le basta uno sguardo per capire cosa stai pensando, anche se non lo dici. Adora la psicologia, le dà un senso, un ordine. Un modo per capire gli altri... e sé stessa. È brava a tenersi distante. A non lasciarsi coinvolgere. Fino a quando non entra in classe Edward. Il nuovo prof di psicologia. Sguardo basso, voce calma, mistero addosso come un vestito cucito su misura. Appena lo vede, June capisce che c'è qualcosa di strano. Qualcosa che non dovrebbe esserci. E che cresce. Ogni giorno di più. Lui è adulto. È il suo professore. È tutto ciò che dovrebbe evitare. Eppure la guarda come se la vedesse davvero. Come se la capisse. Come se... la volesse. June cerca di spegnere quello che sente. Lui prova a ignorare quello che è evidente. Ma ci sono limiti che, una volta sfiorati, diventano impossibili da rispettare. E forse, alla fine, non si tratta più di giusto o sbagliato. Ma solo di ciò che desideri di più... anche se non dovresti.
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