Ogni 5 aprile

Ogni 5 aprile

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WpMetadataNoticeLast published Wed, Mar 27, 2019
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Fiction
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Può un amore durare per sempre? Può nascere come per gioco quando un bambino ti tende la sua mano? Può sconfiggere il tempo e la distanza per essere vissuto solo quindici giorni ogni anno? Può ritrovarsi quando il destino sembra dirti di non aspettarlo più? Messico: una famiglia decide di trascorre le vacanze sempre nello steso piccolo albergo sul mar dei Caraibi. Ed è così che si conoscono Maya e Pietro quando ancora sono due bambini. E da allora ogni 5 aprile i due si incontreranno su quella stessa spiaggia, cresceranno, si innamoreranno, vivranno solo nell'attesa di quel breve incontro. Fino a quando un 5 aprile di dodici anni dopo lui rimarrà ad aspettarla invano. E da lì entrambi saranno obbligati a vivere la propria vita senza più aspettare quel maledetto 5 aprile. Anche se un cuor loro ogni 5 aprile viaggeranno con la mente a quella spiaggia
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#44
messico
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Amelia ha vent'anni e vive a Liria, un piccolo paese di mare dove l'inverno somiglia a una resa. Dopo una fuga mai davvero raccontata, si è rifugiata nella stanza sopra un bar semi vuoto e in giornate tutte uguali. Lavora al Faro Stanco, serve caffè con lo sguardo basso e annota frasi che non leggerà mai a nessuno. Ha smesso di cercare legami, e ha imparato a proteggersi con il silenzio. Alex ha ventitré anni e arriva a Liria quando nessuno arriva. Dice di essere lì per lavorare in un piccolo laboratorio di falegnameria, ma la verità è che cerca qualcosa che nemmeno lui sa spiegare. Il suo passato è inciso dentro, ma lo tiene nascosto sotto una calma che a volte sembra disinteresse, altre volte solo dolore ben educato. Il loro primo incontro è una crepa impercettibile nella monotonia. Nessun colpo di fulmine, solo uno sguardo in cui qualcosa si riconosce. Lentamente, quasi contro la loro volontà, iniziano a condividere gesti, silenzi, abitudini: un caffè sempre uguale, una camminata dopo il lavoro, un appoggio che non chiede spiegazioni. Non flirtano. Non si rincorrono. Si riconoscono. Ma l'intimità non è semplice per chi ha imparato a stare solo. Amelia si chiude appena qualcosa la tocca troppo da vicino. Alex scompare per giorni senza preavviso, quando i suoi nodi interni tornano a stringere. Si feriscono senza volerlo, eppure ogni volta sembrano ritrovarsi più veri. Quando Amelia rivive un dolore che credeva sepolto, tutto si spezza. Eppure è proprio nella distanza che comincia a capire: forse non ha bisogno di essere salvata, ma di qualcuno che resti. Anche Alex, per la prima volta, smette di fuggire. Confessa un frammento di sé che non aveva mai detto a nessuno. Non per ottenere qualcosa, ma per esserci davvero. Insieme imparano che l'amore non è guarigione, ma presenza. Non serve a chiudere le ferite, ma può renderle più leggere da portare. Nel finale, non sono "felici e risolti", ma veri e presenti. E questo basta.

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