Hunger Games: L'abbraccio della Morte

Hunger Games: L'abbraccio della Morte

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WpMetadataNoticeLast published Sat, Mar 18, 2017
Un altro anno è trascorso ed i cittadini dei dodici distretti di Panem si ritrovano a dover affrontare l'ennesima mietitura che, da ormai 73 anni, terrorizza uomini e donne di età compresa tra i 12 ed i 18 anni. Ognuno dei dodici distretti è obbligato a consegnare alla Capitale due tributi che dovranno lottare fino alla morte in un'arena, al fine di ricordare a tutti che nessuno può competere contro Capitol City. Tutti sono costretti a partecipare ai Giochi. Persino i ragazzi appartenenti al Distretto 2, uno tra i più rispettati da Capitol City. Coloro che provengono da questo distretto, tuttavia, hanno la possibilità di poter allenarsi sin da piccoli, attendendo il momento giusto per offrirsi volontari. È questo che li distingue dagli altri sventurati. Loro, sventurati, lo diventano di propria spontanea volontà. Quest'anno, una nuova arena attende i mietuti, desiderosa di sangue. Chi vincerà? Sarà uno dei Favoriti del Distretto 2? Benvenuti, signore e signori, ai 74esimi Hunger Games
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Sanremo, febbraio. Per qualcuno era solo un festival. Per altri era l'occasione della vita. Sayf - Adam all'anagrafe - abbassò lo sguardo sul pass plastificato che gli batteva contro il petto. Il suo nome stampato in nero sembrava quasi appartenere a un altro. Italo-tunisino, emergente, sconosciuto al grande pubblico. Doppi dread lunghi fino alle spalle, quasi sempre raccolti in una coda. Un baffetto sottile che gli dava un'aria troppo giovane per il peso che sentiva addosso. Non era lì per fare presenza. Era lì per essere notato. Sara fissava il proprio riflesso nello specchio dell'hotel mentre cercava di domare una ciocca ribelle. Ventitré anni. Da un paesino della Campania a Roma, da una stanza condivisa all'appartamento in affitto pagato con turni impossibili e sogni troppo grandi per essere detti ad alta voce. Da un anno, lei e Riccardo erano stati affiancati alla conduzione radiofonica di RDS: il giusto mix di energia e fame, avevano detto. Il giusto mix per parlare a una generazione che voleva sentirsi rappresentata. Sanremo era la vetrina più importante. Dirette, interviste, artisti, ascolti. Nessun margine d'errore. Si passò le dita tra i capelli scuri, raccolti in una coda alta. Il telefono vibrò sul comodino. Luca: "Spacca tutto." Sorrise. Lui era stabilità da ormai 2 anni, normalità, equilibrio. Studente di ingegneria, fisico atletico, presenza rassicurante in un mondo che correva troppo veloce.

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