Limerence; eva x chris

Limerence; eva x chris

  • WpView
    Reads 63,332
  • WpVote
    Votes 3,824
  • WpPart
    Parts 32
WpMetadataReadMatureOngoing
WpMetadataNoticeLast published Sat, Jan 15, 2022
Dal quarto capitolo: "Tu non mi conosci e ti consiglio di non farlo mai." comincio, quasi singhiozzando. "Se ora facessimo sesso, sono sicura che diventerei ossessionata da te. Ti cercherei sempre e non mi sembri la persona che vuole essere cercata. Penserei a te in ogni momento e dubiterei di te. E, alla fine, probabilmente, finirei per amare più te che me stessa." Chris non ride di me e non scappa. Tace, mentre riflette sulle mie parole. Penserà che io sia una matta, o un'esibizionista. Ma poi, mi sorride. L'ansia che si era insinuata frase dopo frase si dissolve immediatamente, grazie al suo sorriso. Una lacrima, l'ultima, scende furtiva dal mio occhio destro, e lui si affretta ad asciugarla. Non pensavo che potesse reagire in questo modo. Immaginavo una corsa spaventata o una presa in giro, ma niente di tutto ciò è accaduto. Mi sento sollevata. "Anche io ho paura di me, certe volte." Lo guardo. Per la prima volta, Chris non mi sembra Chris Il Penetratore. Mi sembra un ragazzo comune, soggetto a tristezza e insicurezza. "Continua." Lui si siede sul bordo della vasca da bagno. "Mi fa paura il mio menefreghismo. Sono terrorizzato dalla mia forza. Spaventato dal mio non provare nulla. Non mi sono mai affezionato a nessuno. Non perché io non voglia. Semplicemente mi riesce difficile aprire il mio cuore." Mi guarda di sottecchi, come se avesse paura di essere giudicato da me. Non deve essere bello, essere vuoti. Non mi è mai successo. Nella mia corta vita sono sempre stata piena di gioia, colma di lacrime o un accumulo di rabbia ed un agglomerato di risate. Non mi è mai capitato di non provare niente, in nessuna situazione. Sorrido, mentre il mio corpo si rilassa totalmente. "Io ho paura di sentire troppo e tu hai paura di non sentire affatto. Divertente."
All Rights Reserved
Join the largest storytelling communityGet personalized story recommendations, save your favourites to your library, and comment and vote to grow your community.
Illustration

You may also like

  • Mai Abbastanza
  • Sixth Month ~Chris Hemsworth~
  • Her Brother [Larry Stylinson]
  • Bruised Souls
  • ~Truth and Lies ~ {STEREK}
  • Enjoy💓
  • I'm not o-fucking-kay.
  • Unstoppable 3
  • » False Brother «
  • Uncover→h.s. [IN REVISIONE]

Un romanzo intenso e viscerale sulle relazioni tossiche, la malattia e tutto ciò che resta quando le parole finiscono. Tiro un pugno alla parete, la mia mano sanguina, però tutto ciò che riesco a pensare è che preferisco ferire me che lei, anche solo con le parole. Sento il suo sguardo preoccupato su di me prima delle sue parole. «Dev...» Non mi volto perché so che vedendo la rabbia nei miei occhi si spaventerebbe e farebbe un passo indietro e non sopporterei vederla allontanarsi ancora di più da me. «Tranquilla,» mormoro appoggiando la fronte al muro. «Pensa positivamente.» Vorrei evitarla, ma l'ironia mi sfugge dalle labbra. «Ho una mano dolorante quindi non potrò dare al tuo fidanzatino tutte le botte che si merita.». Scivola giù dal letto silenziosamente, avvicinandosi a me. «Dev...» sussurra. Non mi tocca e lo apprezzo, sa che ogni volta che la sua pelle viene a contatto con la mia non riesco a far altro che pensare a lei. «Smettila.» Non mi implora, non si mette a piagnuccolare o a fare l'isterica, anche se avrebbe tutte le ragioni di questo mondo. Continuo a fissare il muro, ma mi basta abbassare le palpebre per immaginare il suo viso impassibile, come sempre, con i suoi grandi occhi marroni che sprigionano tutta la sincerità di quella parola. «Ti prego.» Non aveva mai pregato nessuno, tanto meno un ragazzo. «Non affrontarlo Dev, per favore.» «Lo sai che non lo farei comunque,» ribatto con amarezza. Mi lascio scivolare, schiena contro il muro, fino al pavimento. «Vorrei farlo, e tanto, vorrei colpirlo fino a farlo diventare irriconoscibile però so il prezzo che dovrei pagare. E non posso sopportarlo.» Si siede davanti a me, poggiando le punte delle sue paperine bianche sulle mie scarpe. Sento il suo calore. «Grazie,» bisbiglia con un sorriso afflitto. «So di essere io il prezzo da pagare.» Scuoto la testa piano, la voce appena un sussurro. «Tu non sei il prezzo, Ise. Sei tutto il cazzo di bottino.»

More details
WpActionLinkContent Guidelines