Moonglow

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"Stiles si morse il labbro sentendo il disinfettante bruciare, ma nel suo ruolo di agente dell'FBI non poteva prodursi in "ahi" o gemiti di dolore. Ne andava del suo orgoglio. Derek poi, contro ogni apparenza, sapeva essere molto delicato quando voleva e dai suoi gesti si capiva che non era la prima volta che si trovava a dover rattoppare qualcuno. Posò la salvietta usata sulla panchina e frugò nella valigetta fino a trovare del cotone e una garza. Posizionò l'ovatta con precisione quasi maniacale prima di passare ad avvolgere la benda sul suo braccio. A quel punto, l'adrenalina nelle vene di Stiles era diventata qualcosa di più simile all'alcol, era inebriante e cancellava ogni tipo di paura. - Sai, - esordì con un sorrisetto, - sembri nato per fare queste cose. Posso chiamarti dottor Hale? Derek non si degnò neanche di alzare lo sguardo. - No, non puoi. Sicuro di non aver battuto anche la testa?"
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    Quando finiscono di mangiare, come ogni mattina Stiles mette via i piatti, poi fa per lavarli, ma il suo Alpha lo chiama, chiedendogli di avvicinarsi. Se lo tira sulle ginocchia, facendolo sedere a cavalcioni e prendendogli il viso tra le mani. "Sei bellissimo" dice, facendolo arrossire. "E ho una cosa da dirti." Stiles annuisce. "Ho fatto qualcosa di sbagliato?" L'uomo si sporge a baciargli la punta del naso. "Tu sei perfetto" dice. "Ma qualcun altro no." Stiles è confuso. A chi si riferisce? "Ricordi che ti ho parlato di quel mio familiare che ha avuto problemi con la legge e che non ha una vita molto regolare?" Stiles annuisce. "Ecco, è pur sempre un mio parente e sono obbligato ad aiutarlo per non farlo chiudere in carcere e buttare la chiave. In fondo è una persona buona, ma diciamo che ancora non lo sa. È l'ultimo posto in cui lo vorrei, ma devo tenerlo sotto la mia custodia e deve stare qui, nella stanza degli ospiti." Stiles sente il cuore battere veloce. Un criminale lì, in casa loro? E se succedesse qualcosa? E poi è un Alpha, Stiles lo sa, non vuole un altro Alpha lì e non vuole che il suo di Alpha si agiti, vuole solo che stia bene. "Se poi ti dà fastidio, lo sbrano" conclude l'uomo, agitando ancora di più Stiles che ingoia tutte le domande che vorrebbe fare è ne fa solo due. "Quando arriva e come si chiama?" "Arriva questo pomeriggio, vado a prenderlo all'aeroporto. E si chiama Derek." Stiles si sporge e bacia il suo Alpha. "Okay, Peter. Preparerò un dolce."
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    «Stiles, per la miseria, dimmi cosa sta succedendo perché la tua ansia mi sta intossicando.» «Cosa sai di mia mamma?» chiede Stiles. «Non molto, Scott mi ha solo detto che è malata, ma non ho voluto sapere niente di più.» «Perché?» «Non sono affari miei.» «Giusto» sussurra Stiles. «Comunque ha il cancro e procede velocemente, troppo.» «Mi dispiace.» «Si sta sottoponendo ancora alle chemio ma ormai non c'è più niente che possiamo fare.» «Spero che tu non mi stia chiedendo di darle il morso.» «No, non lo farei mai. So che ti senti ancora in colpa per quello che è successo a Boyd e ad Erica. E poi Deaton ha detto che morirebbe comunque.» «Se cerchi qualcuno con cui sfogarti, temo di essere la persona meno adatta» gli dice. Un'ondata di imbarazzo invade la cucina. «N-non è quello il motivo per cui sono qui.» «Hai bisogno di soldi?» tenta ancora. «No, no. Non potrei mai chiederti questo.»Stiles prende un profondo respiro. «Hodettoamammachetuseiilmiofidanzato» dice tutto in un fiato. «Tu cosa?» urla Derek incredulo. «Io... non so come sia successo, okay? Stavamo parlando e mi ha chiesto se mi piacesse qualcuno e...»
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    «Ragazzi, lui è Derek Hale, uno dei migliori agenti dell'FBI. È qui per scegliere un partner, e visto che siete nella classe dell'eccelenza, beh, uno di voi sarà il prescelto. Frequenterà ancora i corsi, certo, ma molto di meno.» Presenta l'estraneo il professore, e a quel punto Stiles alza lo sguardo su di lui, curioso. E cazzo, vorrebbe non averlo mai fatto. È il ragazzo più bello che abbia mai visto, e sì, lui è bisessuale da diversi anni. In pochi secondi tutta l'acqua, che era nella sua bocca, viene sputata fuori. - Dal 1 capitolo.
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    "Scott?" la voce di Stiles è roca, quasi un sussurro. La sua mente cerca di mettere insieme i pezzi, di comprendere cosa stia succedendo. Non riesce a ricordare come sia finito qui, perché abbia la sensazione che sia passato un attimo e insieme un'eternità dall'ultima volta che ha parlato con Scott. "Sì, sono io. È... è passato un po' di tempo, Stiles." "Che intendi dire?" chiede Stiles, confuso. Si guarda le mani e, con un leggero sobbalzo, nota che anche loro sembrano diverse: più grandi, più segnate. "Quanto... quanto tempo è passato?" Scott esita, e la sua voce si abbassa appena. "Un anno. Sei stato in coma per un anno intero."
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    "Sì, papà, l'esame è andato bene. E, ora, credo dormirò fino a domani." "Come sta andando il tirocinio?" "Bene, davvero bene. Mi piace medicina d'urgenza e il dottor Hale è in gamba e molto giovane per il ruolo che copre." "Qualcuno si è preso una cotta?" "Papà" urla Stiles. "Non parlerò di queste cose con te. E, comunque, l'ho visto in compagnia di un'infermiera e di una ragazza, quindi non può essere interessato a me. Ma ho intenzione di imparare il più possibile da lui. E comprargli una camicia nuova." "Non credo di voler sapere cos'hai combinato con la sua camicia." "Due." "Deve essere davvero una brava persona per averti lasciato incolume." Stiles ridacchia. "Sì, lo è." "Forza, corri a riposare. Anzi, cammina velocemente e stai attento a dove metti i piedi. A domani, figliolo."
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    "Stiles? Cosa ci fai qui alle undici di domenica mattina?" "Scott, ho avuto uno strano incontro" risponde Stiles, sedendoglisi di fianco. "Strano Tipo?" Chiede Scott, ora decisamente più sveglio, seduto al centro del letto, con gli occhi gonfi di sonno. "Tipo che era un essere sovrannaturale?" "No!" si affretta a dire Stiles. "Tipo che ero a fare la spesa e un bambino di...boh, tre anni? Mi si è attaccato ai pantaloni." Ispirata alla storia #91 della mia Raccolta "365 Sterek".
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