Una storia di Alatri

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WpMetadataNoticeLast published Wed, Feb 8, 2017
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Non-Fiction
1932 un anno straordinario per la città di Alatri, ma orribile per Mattia e la sua famiglia. E' l'anno del millennio dall'arrivo del santo patrono, ma anche della morte del Podestà Cittadini. Senza sua eccellenza che fine faranno i terreni contesi con Don Fucina?
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[Completa] Matilde è criptica, solitaria. Esce poco e odia la confusione. Se ne sta spesso a guardare dalla finestra il paesaggio collinare per cercare di trovare qualche sfumatura diversa dal solito grigio perenne, in cui è sprofondata la sua anima. Resta immobile a ogni movimento, a ogni carezza, a ogni sorriso. Ha quasi il terrore dei gesti improvvisi, non calcolati. Lei deve prevedere tutto, come in una partita a scacchi. Nulla, però, è stato scritto, solo il malefico destino sa cosa sta accadendo. Samaele, un essere insignificante, dimenticato dal resto del mondo. Segregato in una famiglia che lo odia per il colore dei capelli, per le centinaia di efelidi e la carnagione bianca come il latte. Uno sbaglio della natura, un errore al quale si deve rimediare con la morte. Per lui non c'è scampo, reso inerme dalle emozioni contrastanti e dalla cattiveria della gente. Saranno legati da uno strano fato, si riconosceranno simili rispetto alla vita che li odia dal giorno in cui sono nati, due anime dimenticate da Dio e dall'universo stesso. Una promessa che nessuno potrà mai estinguere, ma chi sta mentendo? Chi sta solo giocando a una partita a scacchi? "Sarebbero passate milioni di stagioni, ma non c'era fine a quel loop eterno. Lei non provava emozioni, le aveva dimenticate come si faceva con gli oggetti inutili: buttati in un angolo della casa e lasciati lì a marcire. Non si sarebbe data pace, nemmeno le sue grida di pietà potevano intenerirla, perché prima o poi tutto aveva una fine, una data di scadenza. Avrebbero avuto la possibilità di rinascere, partire da zero senza sapere cosa il futuro avrebbe avuto in serbo per loro. "

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