"Sei sicuro di aver capito bene?".
"Sicurissimo, Phoenix. Non dovresti sempre mettere in dubbio tutto ciò che faccio".
"Io metto in dubbio qualsiasi cosa e comunque ammetterai che è abbastanza strano quest'appuntamento, qui e a quest'ora".
Eagle abbassò il finestrino dell'auto, annusò l'aria pungente della notte e cercò di trovare il cielo oltre le luci e i palazzi. Aveva posteggiato di fianco al locale notturno preferito da Raven e le 23 erano trascorse da dieci minuti.
Phoenix si agitò sul sedile. Stava per rincarare la dose, quando il rombo di un motore attirò l'attenzione di entrambi. Una figura scura, inguainata in protezioni nere e con il capo coperto da un casco ugualmente lucido, frenò con sicurezza e si fermò a una spanna dal loro sportello. Sebbene, dopo una prima sorpresa, avessero riconosciuto sia il mezzo che il suo guidatore, Eagle e Phoenix non poterono fare a meno di sussultare: Raven, in quell'arnese, faceva davvero paura.
"Ok, seguitemi", disse sollevando la visiera del casco, senza nemmeno concedere loro un saluto.
"Non era più comodo mandarci la posizione, Pigeon, invece di lasciarci qui al freddo? Sei pure in ritardo".
"Ho fatto prima che potevo. E no, ovviamente sarebbe stato da idioti mandarvi la posizione, irlandese, altrimenti l'avrei fatto. Ora seguitemi".
Non diede loro il tempo di replicare. Rimise a posto la visiera, sollevò il piede per inserire la marcia e imboccò una strada laterale. Eagle accese il motore e gli tenne dietro come poteva. Raven non andava di fretta, manteneva un'andatura tranquilla, ma stava facendo un giro così assurdo che Eagle a un certo punto si sentì perso e cominciò a proseguire sempre più titubante per strade che non riconosceva. Quando finalmente la moto si fermò di fronte a una elegante costruzione, ebbe perfino l'impressione che li avesse in qualche modo riportati indietro.
"Piano attico", indicò Raven, fermandosi di nuovo a fianco dell'auto. "Aspettate dieci minuti, poi salite. Swan vi aprirà".
Phoenix lo osservò mentre si allontanava, oscillando tra lo stupore e il divertimento.
"Credo che stavolta Pigeon abbia davvero esagerato con i film di 007", commentò ironico.
Eagle non rispose. Tutte quelle manovre di Raven cominciavano ad agitargli il respiro.
Attesero come gli era stato detto prima di raggiungere l'appartamento. Swan occhieggiò dalla porta socchiusa, poi si fece da parte e aprì per lasciarli entrare.
Quando ebbe richiuso l'uscio alle loro spalle, i due ragazzi cominciarono a studiare quell'ambiente nuovo esattamente come aveva fatto lei la prima volta.
"È qui che state?", si informò Eagle, senza osare guardarla negli occhi.
Swan parve realizzare quale fosse il suo reale quesito.
"Io e Charles, sì", rispose scandendo ogni sillaba.
Lui non chiese altro e lei indicò la vetrata che dava sul terrazzo.
"Andiamo fuori".
Eagle la seguì senza protestare, mentre Phoenix continuava a guardarsi attorno nervosamente, piuttosto restio a ubbidire a tutte quelle indicazioni insensate. Quando ebbe raggiunto lo spazio esterno, dove Raven li stava aspettando, non perse tempo in convenevoli.
"Charles dov'è?".
Il padrone di casa gli lanciò la sua solita occhiata asciutta.
"Sta dormendo. Se restiamo a parlare fuori, non lo sveglieremo".
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Laminae [The Great Work #2]
Fantasy❗️ALERT❗️Questa storia è il SEQUEL di OPERA ❗️ Potete leggere OPERA come storia autoconclusiva e risparmiarvi la fatica di proseguire con LAMINAE, ma non potete leggere LAMINAE senza prima completare OPERA, perché molti eventi, scelte e situazioni p...
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