Buio e freddo, ecco cosa ricordo della mia infanzia, della mia vita...
Aprii gli occhi rivolti al soffitto in vetro che mostrava le stelle del cielo, che si vedevano dal mio mondo, Noyon, un pianeta con temperature che superavano i cento gradi diurni e di notte raggiungevano a malapena gli ottanta cinque gradi.
Ma che razza di nome è...?
Comunque, a parte questo, non avevo la minima voglia di alzarmi dal mio letto, fare colazione per poi tornare nuovamente a letto. Oggi era la mia giornata libera e se qualcuno avesse osato alzarmi dal letto lo avrei strangolato. Ma ovviamente...
«Signorina Aleys, è sveglia? I suoi genitori la stanno aspettando al piano di sotto» una delle domestiche del castello entrò nella mia stanza; frantumando ogni mio sogno di rimanere a letto quella mattina.
«Sì, dica ai miei genitori che sto arrivando...»borbottai mentre cercavo di liberarmi delle coperte nelle quali mi ero aggrovigliata; soffocai un gemito, alzandomi controvoglia dal mio letto caldo che mi invitava a restare ancora un po' lì.
«Ma il dovere chiama...» sbuffai, avvicinandomi alla porta del bagno di camera mia, la aprii e mi accinsi a raggiungere lo specchio.
Credo che non vincerei il premio di ragazza più bella del millennio, ma fa lo stesso tanto non ho mica sfilate di moda programmate; é solo l'ennesima riunione militare alla quale sono costretta a prendere parte, e ovviamente vengo a saperlo all'ultimo.
Nulla di nuovo in fondo.
Mi lavai la faccia, e mi pettinai, o per lo meno provai a combattere contro i nodi dei miei capelli di prima mattina. Quando fortunatamente la spazzola si ruppe, tirai un sospiro di sollievo. Decisi di legarli in una crocchia alta e scompigliata. Successivamente mi guardai allo specchio, e osservai i miei lunghi capelli castano chiaro, acconciati in modo imbarazzante, e poi i miei occhi.
Non riuscirò mai ad essere uguale agli altri.
Sospirai, mentre iniziavo ad indossare un vestito giallo, preparato dalle mie domestiche, che metteva in evidenza forse anche fin troppo le mie curve, ma non ci feci tanto caso e mi fiondai giù per la scalinata a piedi scalzi, non avendo trovato le scarpe, che probabilmente avevo lasciato in giro per il castello.
Il contatto con il pavimento era piacevole perché era caldo, come tutto il resto qui. Arrivai in salotto, dopo aver attraversato un ampio salone ed eccoli lì, i miei genitori composti come sempre anche alle quattro di mattina.
«Ma come ti sei vestita?» mi rimbeccò mia madre appena mi vide.
I suoi capelli color carota facevano risaltare le sue bellissime iridi rosse.
Fa quasi paura, da quanto è bella.
Si avvicinò a me facendo oscillare la gonna del suo bellissimo vestito bianco latte, mentre mio padre mi guardava stando composto al suo posto senza un emozione in volto.
Avevo sempre provato una certa repulsione nei loro confronti, non che non gli volessi bene... Eppure c'era qualcosa che a volte mi faceva cambiare idea su chi fossero veramente nei miei confronti.
«Tesoro l'assemblea si terrà tra poco vieni a sederti» il tono rauco e graffiato di mio padre, mi fece venire i brividi, lo guardai inchinandomi, mentre i suoi occhi neri come la pece mi scrutavano dall'alto. Con la testa fece un breve cenno invitandomi ad accomodarmi.
Mai mostrarsi irrispettosi verso mio padre, mai.
Era come una cantilena nella mia testa, non so chi me l'avesse ficcata dentro, ma avevo capito che era meglio non scherzare con mio padre. Mi sedetti alla sua destra, dove era posizionato un piccolo trono, ma guardando la sua di seduta, il mio sembrava uscito da un cassonetto. Intarsi dorati in ogni dove, il velluto rosso era quasi in contrasto con lui: la camicia nera che gli fasciava le braccia e il petto che sembrava scoppiare sotto il tessuto, il volto rosa pallido quasi cadaverico con i tratti duri e mascolini di un uomo sulla quarantina.
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Phoenix. La luce nelle tenebre (in revisione)
FantasyAleys, ragazza della stirpe fenicia, pensava alla sua vita come una mera lotta al trono per spodestare il fratellastro, ma é costretta ad ammettere che in realtà tutto ciò che pensava reale era solamente una bugia, costruita appositamente per lei. P...
