Kendall Wolker è una ragazza che all'età di 14 anni si è ritrovata, insieme a suo fratello, a badare ai suoi fratellini nati da poco. Vivevano nella povertà più assoluta, così Kenan, il miglior amico del fratello maggiore che era impegnato con il la...
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Okay, lo ammetto. La mia vita è un casino. Ma davvero un casino da più o meno cinque anni. Mi sveglio la mattina presto, verso le sei, preparo la colazione alla famiglia, bado alla casa tutto il giorno, mi prendo cura dei miei fratellini insieme al migliore amico di William, mio fratello maggiore che lavora per aiutarci a mantenerci. Quando ero piccola faceva da babysitter anche a me e lo consideravo come un supereroe, il mio idolo, un punto di riferimento. Crescendo ho voluto allontanarmi, anche se non è possibile più di tanto. Alle dieci di sera mio fratello torna a casa e io mi preparo per lavorare fino alle quattro del mattino in un locale notturno. La sveglia suona puntuale. La odio. Ogni mattina sono a tanto così dal distruggerla. Sbadiglio e mi fiondo in doccia. La casa è piccolina ma comunque fatichiamo a pagare l'affitto. C'è la mia camera e poi una camera dove dormono i miei fratelli. Un bagno minuscolo e un ampio salone con la cucina collegata. Ampio si fa per dire. C'è un divano malridotto, una televisione, un tavolo da pranzo e qualche mensola quasi vuota. Dopo aver tamponato i capelli con un asciugamano, vado in cucina a preparare la colazione. Cosa ho in frigo? Nulla. Quindi decido di scaldare del latte. Metto le tazze e i cereali in tavola e vado a svegliare i ragazzi. Sollevo le persiane e apro le finestre. Ho la costante paura che possano cadermi addosso. "Buongiorno fratelli!" "Buongiorno Kendall". William mi da un bacio sulla testa. "Dormirai mai vestito tu?" Scoppia a ridere. È un bel ragazzo e anche in assenza di tipe che gli muoiono dietro si atteggia da conquistatore. Gira per casa sempre a petto nudo e in pantaloncini. "Kendall! Will!" I nostri fratellini sollevano le braccia, segno che vorrebbero essere trasportati fino alla cucina. "Insomma? Avete nove anni, mica due. Ancora in braccio dobbiamo prendervi?" Cerco di fare la dura, ma non mi riesce mai. "Si, si". Mi avvicino ai loro letti. Sono gemelli diversi, ma entrambi mori con gli occhi azzurri. Io prendo Brian e mio fratello prende Benjamin. Si siedono alle loro solite sedie e iniziano a mangiare. Io bevo solo una tazzina di caffè. William si veste subito e va a lavoro. "Ci vediamo questa sera ragazzi!" Da un bacio a tutti noi e si chiude la porta alle spalle. "Dobbiamo vestirci per andare a scuola, dai". Annuiscono e scappano in bagno. Gli passo dei pantaloni neri e una maglietta blu per Brian e una bianca per Benjamin. "Ben, prendi le scarpe. Brian, le tue stanno vicino all'ingresso". Prendo il sacchetto del pane e preparo due toast. "Vogliamo la Nutella, Kendall". Controllo in frigo. Niente. È una tortura dover sempre inventare scuse per giustificare la mancanza di cibo nella dispensa. Mi piange ogni volta il cuore. I soldi non sono mai abbastanza per quattro persone. Mio fratello maggiore ha ventiquattro anni e fa il meccanico da quando ne aveva diciassette. Il suo sogno è diventare proprietario di una concessionaria e spero che ci riesca, un giorno. Ben e Brian frequentano la quarta elementare e credo che, sotto sotto, sono quelli che soffrono di più. I libri, per fortuna alle elementari sono gratuiti ma quando frequenteranno le scuole medie vedremo come arrangiarci. Spiegargli ogni volta che non possono avere tutto quello che hanno i loro compagni, per me, è straziante. Non soffrono molto l'assenza dei nostri genitori, perchè non li hanno mai conosciuti a fondo. Li abbiamo portati in questa casa quando avevano solo tre anni. Mio padre è un tossico che vive nelle periferie della città, mia madre è in cura da anni. Un ambiente invivibile. Gli manca il loro fratellone siccome lavora fino a tardi. Per fortuna per loro c'è il migliore amico di Will che si occupa di loro tutti i pomeriggi. Ha la stessa età di mio fratello e qualche anno fa si occupava anche di me. Ora però lavora in marina di mattina. È bravissimo con i bambini e mi da una mano nel gestirli. È da tutta la loro vita che gli facciamo da genitori. Lui è molto intelligente e paziente e li aiuta nei compiti, ci gioca insieme, ripara i loro giocattoli, li porta in giro nella sua macchina. Sembra gli piaccia stare con noi. A me un po' meno. Quando ero piccola ero cotta di lui. Adesso gli sono indifferente. Si è arruolato in marina e ha iniziato a vedersi con delle ragazze del suo livello trascurandoci leggermente. Mi arrabbiavo, perché tutte erano perfette e io facevo schifo. Tutte erano ricche e io non avevo neanche i soldi per la spesa al supermercato. Sua madre si è sempre dimostrata contraria alla sua vicinanza con noi. Diceva che delle famiglie come la sua non potevano fare beneficenza ai poveretti come noi. Io invece da quando ho quattordici anni lavoro in uno strip club per arrotondare le spese. Diciamo che le mance sono molto generose. Vi chiederete, a quattordici anni? Sembravo molto più grande. Pensavano fossi maggiorenne. Lui odiava il fatto che facessi quel lavoro così rischioso, ma di certo non gli davo ascolto. Non siamo tutti come lui, nati pieni di denaro. Devo solo ringraziare William che ci ha portati fuori da quell'incubo in cui vivevo e ha preso in custodia me e i miei fratellini. "Il pomodoro è più sano, ragazzi". Sbuffano. In realtà la nutella è troppo costosa. "Dove sono gli zaini?" "Non li hai visti, Brian? Erano vicino alle scarpe". "Ah, si! Li prendiamo subito". Infilo la merenda e l'acqua e usciamo di casa. Chiacchierano davanti a me, ridono, scherzano. Sono bellissimi. I capelli marroni e gli occhi di un blu scintillante. Anche Will è come loro, mentre io ho dei lunghi capelli biondi e gli occhi azzurri. Dinnanzi a noi si erge un grandissimo edificio dai colori brillanti. I genitori si intrattengono con i loro figli. "Siamo arrivati, andate dai vostri amici". Aspettano sempre nel cortile l'arrivo delle loro maestre. Mi sorridono. "Ci vediamo a casa, Ken?" Annuisco. "Mi raccomando, state attenti in classe. Siete intelligenti e farete strada solo in questo modo". Mi baciano la guancia. "Vi voglio un mondo di bene". Sussurro alle loro orecchie provocandogli un sorriso. "Ciao Kendall!" Salutano in coro mentre raggiungono i loro amichetti.
SPAZIO AUTRICE: Primo capitolo un po' brutto e molto introduttivo, ma ne vedremo delle belle. Il protagonista maschile, come avete capito, è Kenan Yildiz, giocatore della Juventus, ma che in questa storia avrà un ruolo diverso (spoiler: è un Navy Seal🤤, a buon intenditor poche parole😉). Kendall sembra non sopportarlo, nonostante si conoscano da sempre, ma perchè? Spero che il primo capitolo vi sia piaciuto.