Capitolo 7

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Pov's Molly

Mi sentivo debole, mi sentivo inutile, mi sentivo sola sempre più sola. Con quelle poche forze che mi restavano spostai la testa in direzione del cielo era cosi scuro, grigio come se mi rimpiangesse o fosse triste per me.

Notai che nessun uccello o animale era fuori a correre o volare, tutti erano rintanati nelle loro tane calde, dalle loro famigliole pelose tutto era morto, silenzioso si sentivano solo i rumori dei tuoni in lontananza. Non avevo la forza di muovere un solo muscolo piano piano sentivo che dalla ferita fuoriusciva una quantità di sangue esagerata per vivere ancora, nella mia testa pensavo :

" ora muoio posso lasciarmi tutto alle spalle, nessuno avrà più problemi a causa mia nessuno".

Chiusi gli occhi e feci un sorriso ero pronta presi un respiro profondo sapevo che fra qualche minuto sarei morta dissanguata, nessun licantropo sopravvive al vischio o alla mortale belladonna nemmeno io. Proprio quando mi stavo rilassando e lasciandomi andare una goccia mi cadde sul viso era fresca era... Era solamente acqua. Poi un'altra e ancora stava iniziando a piovere, riaprii gli occhi mi guardai attorno, si notavano molti particolari che solo se osservi attentamente potresti notare; come un piccolo lombrico fuoriuscire dal terreno, le gocce scivolano sulle foglie dei trifogli e gli uccellini che escono per pulirsi le piume con l'acqua piovana. Erano delle scene bellissime che ti rimanevano dentro anche dietro al caos c'è la tranquillità basta solo scovarla. A solo quel osservare decisi che non era la mia ora, non potevo lasciarglielo fare, nessuno mi può sconfiggere lui mi credeva debole io non lo sarò MAI.

Mi guardai le mani non le sentivo non sentivo nessuna parte del corpo, urlai dalla frustrazione

-Guarisci stupida ferità, ho bisogno di restare ancora qui muoviti-

Mi concentrai dovevo pensare alla guarigione dovevo pensare di correre di muovere tutti i muscoli. Intanto l'acqua cadeva a dirotto ero fradicia iniziai a sentire freddo questo mi fece convincere di più nel guarire, ripresi la sensibilità alle mani poi con il piano riuscii a mettermi a sedere notai che intorno a me c'era una pozza di sangue, avevo tutta la maglia intrisa e senza pensarci l'alzai per vedere la ferita. I miei occhi non avevano mai visto una scena cosi raccapricciante, il taglio del coltello era profondo molto largo, sul bordo la pelle era tutta bruciata aveva un brutto colore tra il color caramello e il mogano, continuava a sputare fuori sangue ma non aveva il solito colore rosso scuro, era di un colore putrido un nero pece con sfumature rossaste. Il mio corpo si stava pian piano avvelenando. Dovevo andarmi a curare prima che le forze mi abbandonassero, misi una mano tra la ferita e la maglia cercando di fermare l'emorragia mi alzai a fatica, dovevo riuscire a tornare al dormitorio là avrei potuto chiedere aiuto.

Mi guardai attorno stava iniziando a diluviare, l'acqua avrebbe ripulito il mio sangue cosi nessuno se ne accorgerà, iniziai a correre con la mano stretta al fianco ogni passo era una caduta, la visuale era appannata per le gocce, i muscoli bruciavano ma alla fine riuscii a spuntare fuori dal bosco e cadere in ginocchio sul campo da basket gridai per farmi sentire non ce la facevo a tirarmi su, tossii e dall'angolo della bocca un filo si sangue fuoriuscii, chinai la testa e strinsi forte la mano dopo tutto quella fatica non potevo mollare ora.

Poi delle voci si stavano avvicinando sempre di più nella mia direzione, alzai una mano per farmi prendere poi quando guardai chi c'era rimassi di sasso c'erano una professoressa e un poliziotto e Jai che aveva stampato sull volto una finta aria di paura e di preoccupazione. Con quella poca voce che mi rimaneva

-No no non lui, agente è colpa sua lo arresti è lui il colpevole-.

Jai ci avvicino e mi prese e mi tirò su e poi guardò il poliziotto.

Dangerous Girls ♥La tua prossima ossessione. Scoprilo ora