Control-Halsey

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Tutti hanno sempre conosciuto,e conocono ancora la famiglia Imperatore.
È nota per la sua crudeltà e astuzia nelle missioni,le quali vengono sempre portate a temine.
A capo di tutti c'è Albert Hill.
E a quanto pare è anche mio padre.
Ma facciamo un passo indietro.

quattro ore prima:

«La signorina Selene Moore è attesa nell'ufficio della preside»

Risuona la voce della dirigente in tutta la scuola.
Molti miei compagni di classe iniziano a confabulare,pensando che io abbia fatto qualcosa,una tra le tante cose che fatto.

Così senza aspettare il permesso dell'insegnante prendo tutte le mi cose,le metto dentro lo zaino e mi alzo uscendo dalla classe.
Nel cammino mi immergo nei miei pensieri e dentro di me ci sono emozioni contrastanti:
curiosità
rabbia
preoccupazione

Quando arrivo di fronte la porta sono indecisa se entrare o meno,alla fine mi faccio coraggio ed entro,senza neanche bussare.

Vado dritta verso la mia solita sedia e guardo la preside,ha uno sguardo diverso dal solito.
Ogni volta che vengo quì è perchè ne ho combinata una delle mie,ma questa volta sembra
essere tutto diverso.

La dirigente che solitamente parte a raffica con i rimproveri,adesso è zitta e continua a guardarmi,così perdendo la pazienza sbotto e le dico«Guardi io non ho tutto il giorno quindi si sbrighi a dirmi il perché mi ha chiamata».

Lo so che dovrei essere rispettosa nei suoi confronti ma ormai ho perso il rispetto per chi è più grande di me,e per chi soprattutto mi dà
continue regole da seguire.

La preside sembra ancora imbambolata a fissare il vuoto,come se non mi avesse sentita,così sbatto violentemente una mano sulla scrivania e solo in quel momento sembra riprendersi e inizia a scusarsi.

Dopo averle buttato un'occhiataccia finalmente decide di prendere parola,«Signoria come credo abbia già intuito non l'ho chiamata qui per assegnarle una punizione,ma bensì per comunicarle un spiacevole fatto avvenuto.I suoi genitori hanno subito un grave incidente,e purtroppo all'arrivo dei soccorsi non c'è stato niente da fare.La prassi vuole che adesso lei vadi in centrale con i poliziotti che sono fuori da questa porta ad aspettarla e da quel momento in poi se ne occuperanno loro.Volevo inoltre porle le mie più sincere condoglianze per la sua
perdita,le auguro buona fortuna.»

Dopo aver sentito tutto ciò dire che sono scioccata è dir poco,finalmente il mio inferno è finito,sono libera,sono libera,spero soltanto che mi lascino libera avendo diciotto anni,ma siccome per lo stato io non ricevo nessuno stipendio non credo.Credo di esser stata ferma per almeno cinque minuti fin quando non sento una mano toccarmi la spalla e risvegliarmi dai miei pensieri,in quel momento ritorno alla realtà così mi alzo e come aveva detto la stracchiola,no
scusate la dirigente,ci sono due poliziotti fuori.

Io li guardo in modo molto restio,invece loro con uno sguardi di compassione.
Iniziano a camminare e mi dicono di seguirli,intanto la voce che c'era la polizia a scuola si è sparsa,infatti quasi tutti sono fuori
dalle loro classi che mi guardano.

Si iniziano a sentire dei bisbigli:«Guardate la stanno portando via finalmente,chissà che cosa ha combinato».

«Dicono che faccia parte della mafia,forse per questo è venuta la polizia».

«Forse a quanto pare ha ucciso qualcuno».
«Guarda la stanno arrestando»
«Si infatti,quella mi ha sempre fatto paura».
«Si dice in giro che faccia corse clandestine».
«Io ho sentito anche degli incontri di boxe».
«É pericolosa».

La situazione sta diventando pesante,e tutte quelle persone che mi guardano e che mi parlano alle spalle senza conoscermi mi infastidisce.Purtroppo non posso fare niente perché c'è la polizia,ma un giorno vedranno con i loro occhi se quello che dicono di me è veramente vero.

Senza neanche accorgermene siamo usciti dalla scuola e mi ritrovo davanti la macchina,intanto i due agenti sono già entrati e mi aspettano.

Mentre percorriamo le strade di Capo Teulada,per chi non lo sapesse si trova in Sardegna,e posto più isolato non esiste,è letteralmente sperduto,e per quanto può essere bello per le spiagge,c'è troppo caldo,cosa che io
non sopporto.

Dopo un'ora di viaggio arriviamo alla stazione e appena scendo mi sgranchisco le gambe,perché si mi piace stare in macchina,ma solo quando guido io.

Intanto entriamo e mi prelevano attraverso un bastoncino di cotone strofinato nella parte interna della guancia il mio DNA.
Tutta questa situazione è veramente assurda,io non ho parenti e ovviamente non voglio andare in orfanotrofio,posso benissimo vivere da sola,guadagno un botto,forse,anzi, leviamo il forse, più di tutti i poliziotti messi insieme,e anche il sindaco,i cittadini,e posso anche continuare,inoltre devo prendermi cura della mia
mafia.

Dopo non so quante ore e la mia pazienza ormai a zero,finalmente mi si avvicina un poliziotto e con un sorrido smagliate dice:«Signorina abbiamo trovato dei suoi familiari,suo padre e i suoi fratelli,ci metteranno un po' ad arrivare perché vengono da Londra,le consiglio di dormire,se ha bisogno di qualcosa mi chiami.Inlotre,condoglianze,mi dispiace per la sua perdita.»

La situazione è così divertente che scoppio in una risata isterica«Bello scherzo,adesso però mi dica la verità».

«Signorina è la verità,a quanto pare il signor Gruno non era veramente suo padre,ma soltanto il secondo marito di sua madre.»

In quel momento mi blocco,tutta la mia vita è stata una menzogna,non capisco il perché mia madre,una donna straordinaria che per sua scelta ha sposato un mostro,ha lasciato la sua prima famiglia alle spalle per crearsene un'altra con me.

Sono confusa,mille pensieri mi si creano in testa,"e se non se ne fosse mai andata?Se non ci fosse stato l'incidente l'avrei mai saputo di avere un vero padre e dei fratelli?Saranno gentili?Mi accetteranno?Perchè non me ne ha mai parlato?Per proteggermi?Ma da che cosa?"L'unico pericolo era quell'uomo per reputavo,anche se solo all'anagrafe, mio padre.

Forse per il troppo stress,o per il fatto che non dormo veramente da molto tempo,crollo sulla sedia e mi addormento.

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⏰ Ultimo aggiornamento: Dec 28, 2025 ⏰

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