La vendetta, argomento molto complicato no? Vendicarsi non è giusto e non riempie il dolore che si ha all interno.
O almeno è quello che dicono le persone che non sanno cosa sia il voler vendicarsi, la vendetta libera l anima dai dolori e ci fa vivere senza nessun rimorso, esattamente come fece Michael.
Michael è un ragazzo di 17 anni la cui madre morì 5 anni fa a causa di un uomo che la uccise accoltellandola senza motivo, solo perché era ubriaco, solo perché doveva divertirsi ha rovinato la vita di un ragazzo privandolo di sua madre, l unica cosa che gli era rimasta.
Cosi, un giorno Michael scappò dalla casa dei nonni per raggiungere il luogo della vendetta. L uomo era uscita dalla galera e appena Michael ne venne a conoscenza decise di purificare l immenso dolore che aveva all' interno. Raggiunge cosi la casa della vittima e scassinando la finestra del garage, entra in casa.
Si dirige verso il piano superiore della casa.
Apre la prima porta che trova nel secondo piano e ci trova la stanza da letto dell' uomo e vicino a lui trova la moglie. Entrambi stanno dormendo.
Michael si avvicina all uomo con il suo coltello da cucina in mano, però non riesce a muoversi, c era qualcosa che non andava, se l avesse fatto sarebbe stato inutile, l uomo morirebbe in un attimo, non soffrendo come ha fatto Michael dopo la morte della madre. Non ci mette molto a capire che per farlo soffrire avrebbe dovuto torturarlo con la peggiore delle torture, la perdità di tutta la famiglia.
Decide quindi di andare dalla moglie, gira attorno al letto e arrivato da lei senza nemmeno esitare le infila il coltello in testa, indolore e veloce, nessun rumore, nessun rimorso.
Appena finisce con la moglie si muove verso la stanza vicina, dove si trovava la figlia, 15 anni circa, capelli castani e corporatura graziosa. Senza nessuna esitazione, infila all' interno della figlia il coltello, l asse di legno che avrebbe aumentato il fuoco, simbolo del diavolo e della sofferenza eterna.
Mancava un ultima stanza, la porta era diversa dalle altre, era più colorata e più vivace. Apre la porta e con grande stupore, si trova davanti una bambina, al massimo di 1 anno. Stava dormendo con un sorrisetto felice stampato sul viso, era troppo piccola per soffrire, fu così uccisa anche lei in modo che non soffra vivendo il resto della vita senza una madre che le volesse bene, era la scelta migliore nonostante tutto.
Lei non avrebbe sofferto, ma la sofferenza dell' uomo la mattina dopo nel vedere morta la sua famiglia era immensa, il loro sangue parlava, anzi scriveva, scriveva sul muro un unica parola, era la stessa su ogni stanza ma scritta con un sangue diverso ogni volta.
"Sofferenza"
