6. Il Pianista Spensierato

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Quel povero pianista
Fu mandato da uno specialista
Si dicesse fosse matto
Ma in verità non lo era affatto!
Era solo creativo!
Nessuno accettava la sua passione:
Suonare in cambio di un abbraccione.
A volte era impulsivo
E un bel giorno, però
Capì che non era il suo giusto posto
E così, in un caldo giorno di agosto
Il pianista se ne andò
Suonandoci una canzone
Mostrandoci la sua amputazione
Oh no! Il suo braccio!
"e adesso come abbraccio?"
Lui la domanda si fece e la risposta si diede:
Dopo giorni, in buonafede
Via andò
E ci fu
La fine del pianista spensierato.

Sono poesie molto personali, anche se per molti sono senza senso, hanno un senso per me.
Dedicata ad una ragazza, molto forte che suona il pianoforte. ( ImGeeJunior)
7/05/18

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