Capitolo 10

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We change the weather 

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We change the weather 

I'm feelin' heat in december 

when you're 'round me

Finisco di bere il succo d'arancia, lo metto sul lavandino e mi dirigo in camera quando suona il cellulare: Aaron.

<<Buongiorno Evans>>

<<Che vuoi?>>

<<Ti ricordo che oggi iniziano le due settimane peggiori della tua vita>>

<<Oh no, speravo che te lo fossi dimenticato>>

<<Come potrei mai dimenticare che una delle attrici più famose di Hollywood sarà la mia schiavetta per giorni interi? Comunque, sai...ho fame e nessuno dei ragazzi sa cucinare decentemente, invece, credo proprio che tu te la cava bene. Quindi vieni tra mezz'ora ok?>>

<<Come scusa?>>

<<Devi rispettare la scommessa ed io l'ho fatto>>

<<Ma hai comunque ottenuto una nuova ragazza da portare a letto, io cosa ottengo?>>

<<Più tempo con il tuo co-protagonista preferito>>

<<Oh, finalmente mi affiancano qualcuno di davvero competente? Di Caprio magari?>> lo sbeffeggio spazzolandomi i capelli.

<<Muovi quel culo sodo che ti ritrovi Evans>>.

Stronzo. Pervertito.

Chiudo la chiamata, mi preparo e mi dirigo all'indirizzo dettato da Aaron: una casa in muratura nera, piccolina, a due piani. A quanto pare a differenza del "covo", che serve solo per portarsi a letto le ragazzine e per fare chiasso, questa è la sua vera casa che condivide sempre con gli altri come una grande famiglia.

Suono il campanello in attesa che qualcuno abbia pietà di me per mettere fine a questo supplizio, e a quanto pare il fortunato è proprio Aaron. Con solo dei boxer neri addosso, mi viene incontro ed esclama

<<Evans! Alleluia! Stavo morendo di fame>>

Solo adesso mi accorgo di quanti tatuaggi abbia.

<<Fammi entrare così prima mi sbrigo e prima posso andarmene>>

<< Dovresti essere un po' più educata quando ti chiedo qualcosa o potrei andarci giù pesante con le mie richieste la prossima volta>>

<<Aaron! Ti sbrighi? Che stai facendo?>> Chiede una ragazza rossiccia avvolta in una vestaglia

<<È la ragazza di ieri, vero?>>

Annuisce, soddisfatto <<Vado a chiamare i ragazzi>>

Scuoto la testa con disapprovazione ed entro in casa. Ed è in quell'istante che vengo riconosciuta dalla rossa.

<<Oh mio Dio sei Jade Evans, vero? Ieri in discoteca non ti avevo riconosciuta. Io mi chiam->>

<<Sì. Saltiamo i convenevoli, sei una delle tante che si scoperà quindi non è importante che ti presenti e non mi interessa il tuo nome. Quello che mi interessa invece è che firmi il contratto di riservatezza e te ne vada verso qualsiasi buco tu sia uscita, ad aspettarlo. Ci siamo intese?>>

La ragazza annuisce, spaventata ed estremamente in imbarazzo.

<<Bene>> le faccio l'occhiolino, per poi avventurarmi in giro, alla ricerca della cucina.

<<Non pensi di essere stata troppo aggressiva?>> Domanda Mason appoggiato alla parete del corridoio

<<Aggressiva o meno...è la verità. Bisogna essere stronzi in questo mondo per sopravvivere>> faccio spallucce <<Puoi indicarmi la cucina?>>

<<Seguimi pure>> si avvia verso il lato sinistro della casa, poi spalanca una porta che rivela il luogo in questione <<Ad ogni modo...sono sicuro che con questo caratterino, rimetterai in riga Aaron. Quel coglione ha bisogno di ridimensionarsi, sempre se non finirà per perdere la testa per te>>

<<Oh non succederà. L'altra volta abbiamo fatto una sorta di scommessa in proposito, ma...siamo molto diversi e cerchiamo, di conseguenza cose diverse>> spiego iniziando a mescolare la pastella

<<Mai dire mai>> bisbiglia uscendo e lasciandomi sola. O perlomeno è quello che credo, perché infatti, subito dopo viene rimpiazzato dal soggetto della nostra conversazione.

<<Perché siete così tanti e... ovunque? Non sono più abituata a tutto questo caos da quando vivo da sola>>

Aaron si siede sul bancone della cucina, a qualche centimetro di distanza da me. E dopo aver ignorato il mio commento, afferma <<Ho saputo che ti sei comportata da stronza>>

<<Mi sono comportata come sempre>>

<<Oh Jade Evans come devo fare con te?>> domanda massaggiandosi il mento

<<Lasciarmi stare magari?>>

<<Mh...sei fin troppo complicata per farlo. Quale sarebbe il bello? Non è da tutte far piangere una ragazzina con un'unica frase>>

<<Oh sono...come dire...lusingata?>> mi metto la mano sul petto facendolo sorridere

<<Lo sono io invece. Stiamo facendo passi avanti, è la nostra prima conversazione normale, quasi>>

<<Beh, alla fine non sei del tutto un vichingo. Tieni assaggia e dimmi come ti sembra la cottura>> con l'aiuto di un cucchiaino, stacco un pezzo di pancake e glielo avvicino alle labbra. Ma nonostante mi sia sembrato un gesto così familiare e normale, subito dopo mi accorgo che non sia affatto così, quindi cerco di ritirare il braccio. Lui però mi blocca e accompagna la mia mano con la sua, infilandoselo in bocca.

<<È...delizioso>> ammette serio fissandomi negli occhi con un'intensità tale da farmi sentire... intimidita.

<<Avete fatto?>> Domanda James irrompendo in cucina.

Grazie a Dio.

<<Sì>> deglutisco <<devono solo raffreddare>>

<<Io vado da...cioè da...quella>> si schiarisce la gola

Annuisco e quasi fuggendo, mi dirigo verso l'ingresso

<<Dato che qui ho finito, vado direttamente sul set>>

<<No, aspettami, ci andiamo insieme>>

<<Ehm...vado da sola, sei troppo occupato, ci vediamo ragazzi>> esco di corsa e mi chiudo in macchina appoggiando la testa al volante.

Perché ho reagito in quel modo? Mi ha davvero sfiorato l'idea che quella...cosa tra noi fosse intesa sessuale? Impossibile. È così...rozzo, non posso essere attratta da lui. Avrò sicuramente una crisi di astinenza da sesso, tutto qui. 

Option 4 series: Unbreakable (IN CORSO)Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora