John guardava un po' stranito il comportamento del suo accompagnatore. Quando si erano incontrati sembrava un po' turbato, forse era nervoso, ma dopo l'imbarazzo iniziale si era dimostrato simpatico, socievole e dal carattere decisamente scherzoso.
Gli era piaciuto il fatto che Roger cercasse, in qualche modo, di tirarlo su di morale, anche se c'era poco che potesse fare: ciò che era successo quel giorno non poteva dimenticarlo facilmente, e nemmeno le sue risate avrebbero potuto sollevare il suo morale.
Avevano iniziato a camminare per il bosco, ed il rosso, tra un pensiero deprimente ed un altro, si stava guardando intorno con estrema curiosità. Ad essere strano non era solo Roger, che da quando aveva iniziato a piovere non aveva detto praticamente niente: anche il paesaggio intorno a lui era poco familiare.
Non aveva mai vissuto in città, la sua casa era stata prima in una delle campagne di Londra e poi si era spostato, dopo il secondo matrimonio della madre, in Italia, in un paesino sperduto del Milanese il cui nome non lo ricordava nemmeno lui.
C'era da dire che di campagne e di boschi ne aveva visti, nella sua vita: aveva molte più esperienze in mezzo alla natura che in mezzo ai suoi compagni di scuola, ne era consapevole. Ed aveva visto diverse foreste anche straniere: era andato in America, con suo padre – il suo vero padre -, che lo aveva portato a visitare i magnifici parchi naturali del Nord America, ed aveva visto innumerevoli foto anche della foresta Pluviale.
Eppure nulla gli ricordava in alcun modo qualche paesaggio che aveva visto in precedenza. Oltre ad innumerevoli alberi mai visti prima – piante con tronchi bitorzoluti, con cortecce incredibilmente lisce oppure con incisioni che sembravano stranamente naturali, nonostante fossero delle scritte in inglese – c'erano i funghi.
Pensava che, dopo tutte le gite a funghi che aveva fatto durante l'infanzia, ormai aveva visto ogni specie di fungo esistente, eppure quei tipi di organismi viventi non li aveva mai nemmeno immaginati. Erano enormi, e di tutti i colori possibili: ce n'erano alcuni di un rosso scuro, quasi nero, con il gambo talmente bianco da accecarlo; altri erano di un violaceo tendente al bluastro, con il gambo nerissimo; e ce n'erano altri variopinti, di due o tre tonalità diverse dei colori più impensabili.
I suoi occhi vagavano per quella natura senza che lui potesse controllarli, completamente assuefatti dalla magia che quel posto – il Sottomondo, lo aveva chiamato Roger – sprigionava.
Oltre agli alberi e ai funghi c'erano anche degli occhi che, di tanto in tanto, spuntavano tra gli arbusti. Erano proprio questi sguardi fugaci che, insieme a rari tuoni, lo facevano sobbalzare. Si stringeva spesso nel suo leggero cappotto, cercando di scaldarsi un po', nella speranza infantile di riuscire anche a proteggersi dal timore che gli provocavano tutti quei tuoni rabbiosi.
A volte qualche rumore improvviso lo faceva sobbalzare, facendogli sentire come la sensazione di non essere desiderato, là in mezzo. Sentiva qualcosa che li seguiva, ma non si arrischiava a girarsi, nella paura di incrociare per davvero lo sguardo di chissà che creatura mostruosa.
Un lampo rischiarò il cielo, e John sentì un brivido di puro terrore percorrergli la schiena. Si sentì come se, al posto di diciassette anni, ne avesse ancora quattro, quando il mondo era ancora un luogo completamente da scoprire e tutto era fiabesco ed esagerato. La goccia che fece traboccare il vaso, inducendolo a soffocare un urlo di paura e a stringere tra le mani gli avambracci, conficcandosi le unghie nella carne, fu quando calpestò per sbaglio un ramo, provocando un rumore sinistro che riecheggiò nel silenzio.
"Roger...", chiamò, pigolando quasi.
Il biondo si girò verso di lui, con un'espressione quasi di fastidio dipinta sul viso. Ma quella sensazione che John aveva provato quando aveva visto la faccia di Roger sparì subito, e sulle labbra del biondo si dipinse un sorriso cordiale, anche se comunque teso. "Dimmi, John. Siamo quasi arrivati, non preoccuparti.", disse, cercando di capire il motivo per il quale era stato interpellato.
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is this the real life? [sospesa]
Fanfiction[Maylor - accenni Jimercury] - Alice in Wonderland!AU John Deacon, un Sopramondiano la cui vita non lo soddisfa in alcun modo, scappa di casa e si ritrova in un mondo completamente diverso rispetto a quello al quale era abituato. Il Sottomondo è str...
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