Prologue.

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L'aereo decollava.
Ero sola.
Me ne stavo andando.
Da tutto e da tutti.
Chissà cosa mi aspetterà nella famiglia che mi accoglierà per quest' anno.
Saranno simpatici?
Il ragazzo della mia età con cui dovrò vivere sarà socievole e simpatico?
Spero tanto di si visto che io non lo sono.
Presi il mio iPhone e infilai nelle orecchie le cuffiette facendo attenzione a non confondere la cuffia sinistra con quella destra. Così facendo mi rilassai con i miei adorati Linking Park.
Spostai il telefono da una parte così che il vecchietto vicino alla mia sedia non potesse vedere niente. Farsi i cavoli propri no eh?
Mi guardo stranito come per dire 'ma che cosa ascolti?' Poi il suo sguardo si sposto sul mio pearcing al labbro e sui miei capelli rossi come il fuoco. Se gli dicevo 'ma che cazzo vuoi?' mi avrebbe capita?
Spostai lo sguardo fuori dal piccolo finestrino dell'aereo e osservai le nuvole sotto di me.
Mancavano ancora tre ore, tre ore insieme a quel vecchietto insopportabile vicino.
Iniziai a torturarmi il labbro inferiore con il pearcing cosa che per qualche oscura ragione i miei odiavano perché dicevano che era una brutta abitudine. Adesso potevo farlo quanto mi pare e piace.
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Ascoltai la mia intera playlist tantissime volte, così tante che ne persi il conto finché ci dissero di allacciare le cinture perché fra qualche minuto saremmo atterrati.
Ero molto felice di poter finalmente scendere da quel aereo e godermi un po' di aria fresca e soprattuto liberarmi da quel vecchietto antipatico.
Mi rivolse un ultimo sguardo prima di andarsene e io feci lo stesso, insultandolo mentalmente in tutte le lingue che conoscevo.
L'aeroporto era molto affollato e facevo fatica a vedere dove andavo. Speravo solo che il mio istinto mi portasse nella direzione giusta, dove mi avrebbe aspettato la nuova famiglia.
Dopo trenta lunghissimi minuti di ricerca gli trovai e rivolsi loro un -Hi-con il miglior accento Australiano che riuscivo a fare.
La donna che avevo salutato era molto elettrizzata e felice nel vedermi facendomi domande di ogni tipo e dicendomi che mi sarei molto divertita con loro e cose così.
Il marito invece era più preoccupato a caricare i bagagli che a conoscermi di persona ma sembrava un tipo a posto.
Mancava solo il ragazzo con cui sarei vissuta, strano, ospiti a casa tua qualcuno dall'altra parte del mondo e non vieni a prenderla dall'aeroporto...
Pazienza lo conoscerò a casa.
Il tragitto non era molto lungo ma per me sembrava non finire più anche perché la signora...Hmmm penso il suo nome fosse Liz non voleva smettere di parlare!
Casa loro era molto grande, a due piani precisamente. Era pitturata con una vernice bianca come il latte ed aveva un giardino perfettamente curato.
Entrai nella mia futura casa ed era...stupenda.
Molto pulita ed ordinata ed anche molto moderna con una tv molto grande e mobili per la maggior parte bianchi e neri.
E il tizio dov'era?
Non è che si era nascosto dietro il divano no?
Nella casa non sembrava esserci nessuno così pensai che magari non fosse neanche a casa.
-Luke!!!- Chiamo la mamma all'improvviso facendomi prendere un colpo.
Quindi era in casa? Che educazione però...
Si sentirono dei passi provenire da sopra poi il rumore delle scale scricchiolare e pochi secondi dopo intravidi la figura di un ragazzo slanciato, magro dalle irridi azzurre e capelli biodi. Non sembrava molto interessato nel vedermi.
Era strano.
-Luke saluta, rimarrà qui per un anno dovrai farci amicizia.-
-Ciao.- disse il ragazzo che si chiamava Luke con voce rocca e stanca. Ma che cazzo, ero così poco interessante?
Notai che anche lui aveva un pearcing al labbro come me.
Penso si possa classificare come una cosa in comune.
Liz stava per aggiungere qualcosa seccata ma prima che potesse farlo Luke se ne andò di nuovo da dove era venuto.
Che bel inizio insomma.
-Vieni cara, ti faccio il giro della tua nuova casa- mi disse Liz con un sorriso a trentadue denti.
Andammo su per le scale da dove era arrivato Luke. Al primo piano c'era una camera per gli ospiti, la mia camera da letto con il bagno affianco e un'altra camera su qui c'era appesa alla porta una targhetta con scritto "Don't enter" con un bagno vicino.
-Questa è la camera di Luke...-
Salimmo altre scale ed arrivammo al piano successivo dove c'era la camera dei genitori di Luke ed un piccolo salotto più uno studio.
-Hmmm...scusa se Luke ti ha deluso ma è un po' ...timido- disse ancora Liz leggermente in imbarazzo.
-Non fa niente, capisco- dissi comprensiva anche se in realtà non avevo capito molto il perché delle sue azioni, ma lasciai stare.
Posai la mia roba sul letto della mia nuova stanza.
Era molto carina.
Avevo un letto matrimoniale con le lenzuola bianche. Accanto ad esso un comodino sempre bianco con una lampada dello stesso colore posata sopra.
Di fonte al letto avevo una grande scrivania con sopra dei ripiani per alcuni libri.
Al lato c'era una finestra con le tende chiare da dove si intravedeva il giardino e la strada.
Mi diatesi sul letto e pensai 'adesso ri inizio tutto da capo, andrà bene'.

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⏰ Ultimo aggiornamento: Nov 24, 2014 ⏰

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