𝐂𝐚𝐩𝐢𝐭𝐨𝐥𝐨 1

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Stavo sdraiata sul mio letto morbido a guardare il mio adorato soffitto bianco panna, con le tapparelle verdi semichiuse che lasciavano entrare un fascio di luce che mi illuminava appena il viso arrossato, dopo essere stata una giornata intera sotto il sole; mi scotto abbastanza facilmente il naso poichè ho la pelle abbastanza sensibile. Mi ero appena asciugata i capelli che profumavano di gelsomino, uno dei classici shampi che compra sempre mia madre; fosse per me a quest'ora avrei avuto il bagno pieno di bagnoschiuma con dei profumi strani, come ad esempio quello del cioccolato o dello zucchero filato. Mi piace sempre variare, odio le cose monotone.

Ero appena tornata dal maneggio della mia migliore amica, che sta a qualche minuto da me. Strano da dire, poiché io ho sempre avuto paura dei cavalli fin da piccola, ma pian piano stando sempre con loro mi hanno cominciato a trasmettere un senso di tranquillità e gioia, il che mi ha portata ad avere una vera e propria passione per i cavalli. Ogni volta che giochiamo sulle scale dell'agriturismo dei suoi genitori, io finisco sempre al maneggio per accarezzare i cavalli, in particolare uno, Gigetto, il mio gioiello; quando gli altri gli si avvicinano si agita sempre, ma quando mi avvicino io si tranquillizza e diventa coccoloso; si avvicina sempre per farsi coccolare. Questa mia passione mi ha portata a farmi insegnare il dressage dal compagno della madre della mia migliore amica, uno sport che adoro poichè riesce a far vedere le abilità, ma soprattutto l'eleganza e la raffinatezza del cavallo, al contrario del salto ad ostacoli. Sono ancora alle prime armi, ma devo dire che me la cavo abbastanza bene, sono soddisfatta dei risultati che pian piano sto ottenendo.

Appena tornata a casa salutai mio padre che stava tagliando l'erba nel giardino come è solito fare ogni due settimane i pomeriggi d'estate, e mia madre che stava parlando al telefono con qualcuno mentre giocava con la mia gatta Chicca, una pigrona assurda, seduta sul dondolo azzurro. Appena mi avvicinai capii subito che era mia zia dalla voce squillante. Le sorrisi, entrai in casa dalla porta dell'ingresso socchiusa e mi tolsi la felpa nera che mi ero messa poichè fuori aveva iniziato a fare un po' di freschetto, mettendola nel l'attacca panni, e corsi direttamente in bagno per farmi una bella doccia fresca e stendermi sul letto fino alla mattina seguente; ho sempre mille piani per la testa, ma la pigrizia mi precede. Appena finì di asciugarmi i capelli mi infilai il mio pigiama estivo, giallo con delle stelline per stare più leggera, e mi buttai sul letto a pancia in sù. Mi misi a riflettere sulla mia inutile vita come al solito, ormai monotona senza colpi di scena come spesso si possono notare nei film o nei libri, sdraiata come un defunto sulle lenzuola lilla e con le braccia lungo i miei fianchi. Ad un tratto il mio cellulare che avevo appoggiato sul comodino bianco alla destra del letto iniziò a vibrare; inizialmente lo lasciai perdere facendo finta di nulla, ma vedendo che continuava a vibrare mi girai sbuffando e lo presi in mano. Appena mi si illuminò la schermata del cellulare, accecandomi come al solito perchè metto ogni santissima volta la luminosità al massimo, vidi delle notifiche di Instagram: tranquilla aprii la chat pensando che fosse la mia migliore amica, Syria, che mi bombarda ogni cinque minuti i direct con tutti i meme che trova scorrendo nella home, ma aprendola vidi i messaggi di un certo Vito. Porca miseria, pensai, mancava solo lui adesso.

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⏰ Ultimo aggiornamento: Jun 09, 2020 ⏰

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𝑈𝑛'𝑎𝑚𝑖𝑐𝑖𝑧𝑖𝑎 𝑝𝑎𝑟𝑡𝑖𝑐𝑜𝑙𝑎𝑟𝑒Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora