12. le persone cambiano

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Quella mattina mi alzai con quel brutto e strano presentimento di non arrivare a fine giornata. Ero assalita da così tante emozioni, da così tante paure che non riuscivo a distinguere la felicità dalla tristezza, l'ansia dalla noia.
Quello era l'ultimo giorno prima dei nazionali! Vivevo ormai da una settimana in un appartamento con mia madre e il suo nuovo compagno, insieme a quella piccola peste di Yuki. Una bambina educata e tranquilla, ad eccezione di quando giocava con me.
Tuttavia, ogni mattina continuavo a passare davanti casa del castano per andare a scuola insieme, anche se era dall'altra parte della città.

"Buongiorno!" Disse con tono fresco e felice.

"Buongiorno." Risposi.

"Mh, che faccia! Che hai questa mattina? È successo qualcosa?" Mi chiese dopo essersi accorto delle mie rughe corrucciate sulla fronte.

Io non risposi.

Non sapevo cosa fosse a farmi sentire in quel modo e di conseguenza, non ero capace di spiegarlo a qualcuno.

"Non dirmelo se non vuoi, o se non lo sai!"

Girai la testa di scatto.

"Ma come hai fa-"

"Hey, sono Oikawa Tooru. A me non sfugge niente. E poi sono il tuo ragazzo." Disse incrociando le braccia con aria orgogliosa.

"Che scemo!" Scherzai spingendolo leggermente.

Scoppiammo in una risata.

"Allora tra due settimane te ne andrai?"

Lui annuì. Tra noi, improvvisamente, cadde il silenzio.

"Hai già deciso dove?"

Lui non rispose. Alzò gli occhi verso l'alto e guardò il cielo.

"Non dirmelo se non vuoi... o se non lo sai!"

Sospirò.

"Sono un libro aperto per te, non è così?"

Sorrisi.
Poi il mio sguardo si fermò sullo schermo del telefono che squillava.

Papà

Inghiottii la saliva e strinsi i pugni.

Tooru se ne accorse e afferrò la mia mano.

"Non preoccuparti, ci sono io." Sussurrò.

Decisi di rispondere.

"Pronto."

"Salve, lei è la figlia del signor Daniel Itoo?"

"Si, sono io, con chi parlo?"

"Sono il dottor Mitamura, del
reparto terapia intensiva dell'ospedale di Sendai, abbiamo trovato questo telefono nella tasca della giacca di suo padre. Il signor Itoo è stato ritrovato qualche ora fa privo di coscienza. Riporta gravi lesioni alla testa e all'addome."

Il medico continuò a parlare, a blaterare con termini medici che mi stavano mandando in confusione. Non riuscivo più a connettere le orecchie alla mente.
L'unica cosa che avevo capito era che mio padre era in fin di vita.

Il ragazzo al mio fianco mi prese il telefono dalla mano.

"Arriviamo subito." Rispose.

Avvisammo mia madre e con lei ci dirigemmo verso l'ospedale di Sendai.

"Tooru, non voglio entrare. Non ci riesco."

"Sta' qui. Vado a vedere io."

Il castano entrò nella stanza dove era ricoverato mio padre, in coma. Si sedette su una sedia vicina e gli parlò.
Gli disse ciò che aveva sempre voluto.
Lontano dagli occhi tristi della ragazza.

Carne y Hueso | Oikawa Tooru |Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora