Aivlim2020

Ho scritto una cosetta per ricordarmi di oggi, primo maggio.
          	Mi è  venuta così, di getto e l'ho immaginata come un Monologo teatrale, per questo l'ho inserita nella raccolta di 'Sceneggiature teatrali'
          	
          	
          	https://www.wattpad.com/1625823760-sceneggiature-teatrali-il-primo-maggio

TheEffe

@Aivlim2020 Curiosità attivata. Mi ci fiondo.
Reply

Aivlim2020

Ho scritto una cosetta per ricordarmi di oggi, primo maggio.
          Mi è  venuta così, di getto e l'ho immaginata come un Monologo teatrale, per questo l'ho inserita nella raccolta di 'Sceneggiature teatrali'
          
          
          https://www.wattpad.com/1625823760-sceneggiature-teatrali-il-primo-maggio

TheEffe

@Aivlim2020 Curiosità attivata. Mi ci fiondo.
Reply

_NatalieDoe_

Ciao! Scusami se mi intrometto così nel tuo spazio, volevo solo dirti che sto per rimuovere all we have is now: oltre il silenzio da wattpad per una revisione, se ti andasse di darmi le tue considerazioni, se hai qualcosa da dirmi per migliorare alcuni punti un po' ostici, ne sarei felice.
          Fammi sapere! ❤️

_NatalieDoe_

@ Aivlim2020  certo, nessun problema 
Reply

_NatalieDoe_

@ Aivlim2020  pensavo di togliarla a fine settimana, ma se ti fa piacere arrivare fino a dove ho scritto e ti serve più tempo posso lasciala, a me non cambia molto perché comunque sto già revisionando i capitoli e riscrivendo il finale, che qui non ho ancora pubblicato
Reply

Aivlim2020

@ _NatalieDoe_  se puoi lasciarla ancora qualche giorno mi farebbe piacere leggere ancora un po' 
Reply

Aivlim2020

          
          IA nella scrittura (3)
          
          Per via di un’altra caratteristica tipica dei chatbot – le risposte adulatorie (“Hai perfettamente ragione!”) – alcune parti del testo sono frasi rivolte direttamente all’utente con la seconda persona singolare, perlopiù all’inizio e alla fine delle risposte. A volte succede che chi usa l’AI dimentichi di cancellarle, con effetti involontariamente comici e suscitando attenzioni e commenti sarcastici, come successo a ottobre al quotidiano La Provincia di Civitavecchia. La parte conclusiva di un articolo, circolata moltissimo sui social, era: «vuoi che lo trasformi in un articolo da pubblicare su un quotidiano (con titolo, occhiello e impaginazione giornalistica) o in una versione più narrativa da magazine d’inchiesta?».
          Il sistema di rilevamento basato sull’AI che fa funzionare questi programmi o altri simili, specifici per altri formati, è però noto anche per la sua inaffidabilità. «Non esisterà mai uno strumento di rilevamento in grado di identificare al 100 per cento se l’AI è stata utilizzata in testi, immagini, video o qualsiasi altro formato», ha detto al New York Times il ricercatore Mike Perkins, coautore di uno studio sui sei principali rilevatori di testo basati sull’AI generativa.
          
          Innanzitutto perché è facile sfuggire a questo tipo di controllo: basta apportare modifiche “umane” al testo scritto dall’AI, anche minime, per rendere impossibile scoprirne l’origine. Ed è inaffidabile anche l’approccio artigianale, basato sull’analisi “a occhio”: basta dire ai chatbot di non usare cliché, ripetizioni e altre caratteristiche stilistiche tipiche dei chatbot per ottenere risposte non da chatbot.

ArthurBlack94

@Aivlim2020 Temo che si evolverà molto velocemente. Fino a pochi anni fa, se chiedevi ad un'IA di creare un video di Will Smith che mangia un piatto di spaghetti, usciva fuori una sorta di alieno intento a infilarsi in bocca dei blocchi di pixel. Oggi, è stato realizzato un video di un ipotetico scontro tra Tom Cruise e Brad Pitt che sembra girata dal vivo. Nel campo letterario avverrò lo stesso. Questa tecnologia impara per errori, e più materiale le viene fornito e più si raffina. Per adesso vedo molta gente disposta a giurare che non leggerà mai un romanzo realizzato con l'IA o a vedere un film girato con l'IA, ma la situazione potrebbe cambiare in fretta, specie se l'uso di un simile strumento dovesse diventare ancora più presente nella vita delle persone. Un po' come internet. Una volta nemmeno si sapeva cosa fosse, oggi l'idea di farne a meno risulta impensabile. L'essere umano è una creatura pigra, che si abitua in fretta alle novità, specie se gli fanno risparmiare fatica e tempo.
Reply

Aivlim2020

@ ArthurBlack94  Il fatto che IA stia apprendendo da umani di ogni genere che si lasciano usare, per fame, mi genera paura e tristezza (tanto per citare un letterato).  :-(
Reply

ArthurBlack94

@Aivlim2020 Il problema è anche il fatto che, in questo clima di perenne sospetto, rischiano di finire tirati in mezzo pure autori rispettabili, ma dalla prosa originale. Attualmente, infatti, la stragrande maggioranza della app utilizzate per riconoscere un testo IA, non sono in grado di identificare con certezza cosa sia davvero IA e cosa no. Si basano principalmente sui punti che tu hai correttamente elencato, ma basta rimuoverli in fase di revisione e questi risulteranno ''scritti da umani''. Viceversa, un testo scritto magari con uno stile ricercato, da un autore umano, finirà per essere etichettato come IA. è successo recentemente che un giornalista ha sottoposto a controllo tramite app per il riconoscimento IA alcuni brani tratti dalla Genesi, e il responso è stato: 100% IA. Quindi, o anche nel 3000 A.C usavano Chatgpt, oppure, l'affidabilità di queste app lascia ancora molto a desiderare.
Reply

Aivlim2020

IA nella scrittura (2)
          
          Un’altra caratteristica nota è l’uso abbondante del trattino lungo (—), un comune segno d’interpunzione usato per gli incisi e i dialoghi, molto diffuso nei testi anglosassoni, specialmente nel giornalismo, e meno in quelli italiani. Ma la caratteristica che le persone attribuiscono sempre più spesso ai testi prodotti con ChatGPT o altri software simili è una certa tendenza ai cliché e alla ripetizione dello stesso concetto. A volte persino di una stessa frase
          Le critiche condivise online da lettori e lettrici del libro ritirato da Hachette, per esempio, si erano concentrate sul fatto che frasi descrittive dei personaggi piuttosto piatte si ripetevano tali e quali a distanza di poche righe. Il che in effetti è piuttosto sospetto, o quantomeno indice di una revisione sciatta e trascurata. Nel testo era molto presente anche una costruzione delle frasi tipica dei testi fatti con l’AI: «non solo x, ma anche y», oppure «questo non è x, è y». E c’erano frequenti ripetizioni di espressioni figurate come a monument to, a testament to (“un monumento a”, “una testimonianza di”).
          
          Nei testi generati con l’AI abbondano di solito anche i connettivi testuali, cioè parole come “perciò”, “inoltre”, “dunque”, “insomma”, “quindi”, “di conseguenza” e altre, usate per stabilire una relazione tra due parti. E c’è in generale un gran gusto per l’enfasi: è tutto epocale, clamoroso e importantissimo.