IA nella scrittura (2)
Un’altra caratteristica nota è l’uso abbondante del trattino lungo (—), un comune segno d’interpunzione usato per gli incisi e i dialoghi, molto diffuso nei testi anglosassoni, specialmente nel giornalismo, e meno in quelli italiani. Ma la caratteristica che le persone attribuiscono sempre più spesso ai testi prodotti con ChatGPT o altri software simili è una certa tendenza ai cliché e alla ripetizione dello stesso concetto. A volte persino di una stessa frase
Le critiche condivise online da lettori e lettrici del libro ritirato da Hachette, per esempio, si erano concentrate sul fatto che frasi descrittive dei personaggi piuttosto piatte si ripetevano tali e quali a distanza di poche righe. Il che in effetti è piuttosto sospetto, o quantomeno indice di una revisione sciatta e trascurata. Nel testo era molto presente anche una costruzione delle frasi tipica dei testi fatti con l’AI: «non solo x, ma anche y», oppure «questo non è x, è y». E c’erano frequenti ripetizioni di espressioni figurate come a monument to, a testament to (“un monumento a”, “una testimonianza di”).
Nei testi generati con l’AI abbondano di solito anche i connettivi testuali, cioè parole come “perciò”, “inoltre”, “dunque”, “insomma”, “quindi”, “di conseguenza” e altre, usate per stabilire una relazione tra due parti. E c’è in generale un gran gusto per l’enfasi: è tutto epocale, clamoroso e importantissimo.