ciao questa è la mia storia per il concorso, ovviamente mi riduco sempre all' ultimo perché sono rincoglionita.
POV ELOISE
La crepa nel terreno non mi spaventò. Al contrario: pulsava di una magia viola che mi chiamava per nome.
«Non farlo» disse Kay, ma io ero già con lo skateboard agganciato allo zaino. Sedici anni, figlia di Ecate, e amante delle avventure impossibili. Le mie mani avevano cicatrici sottili e calli, segni di cadute e incantesimi troppo potenti. I miei occhi, quando la magia scorre, si accendono di un viola vivo, crepe luminose sotto le pupille scure.
Kay mi raggiunse, diciassette anni e spalle larghe, capelli scuri mossi dall’umidità della crepa. I suoi occhi erano color mare, profondi e mutevoli, come se il suo umore agitasse le onde. Figlio di Poseidone, eppure incredibilmente vulnerabile negli spazi chiusi.
Saltammo nella fessura e atterrammo in un corridoio di roccia nera, le pareti incise di rune che pulsavano di luce viola. Si chiusero subito intorno a noi. Lo sentii irrigidirsi, il respiro corto, le mani che tremavano appena.
Un guardiano d’ombra scese dal soffitto: artigli d’ossidiana, occhi bianchi senza pupille. Kay cercò di evocare l’acqua, ma lo spazio era troppo stretto.
Gli posai le mani sul viso. La sua pelle era fredda, umida. «Guardami», sussurrai. I miei occhi si accesero di viola. Le ombre si piegarono verso i miei piedi, la magia scorreva come crepe luminose lungo le mie braccia.
«Il mare non finisce in un corridoio. È infinito.»
Per un attimo nei suoi occhi non c’era paura. L’acqua esplose dalle pareti, e insieme colpimmo il mostro: io con la magia, lui modellando lance liquide. L’ombra urlò e si frantumò.
Rimasi vicina a lui, il cuore che batteva troppo forte. «Non avevo bisogno del tuo aiuto», disse Kay. Ma i suoi occhi tradivano tutto.