In Memoria di Riccardo Minghetti: Il Sorriso che non si spegne ❤️
2 Febbraio 2009 – 2 Febbraio 2026 ❤️
Oggi il cielo sopra Roma ha un colore diverso. Avrebbe dovuto essere il giorno dei diciassette anni, dei programmi per l’estate e dei sogni che iniziano a farsi concreti. Invece, è il giorno del ricordo.
Quello di Riccardo non era un sorriso qualunque. Era timido, di chi entra in una stanza in punta di piedi, ma era contagioso. Bastava un attimo perché quella luce superasse la sua riservatezza, illuminando chiunque avesse intorno.
Mentre molti ragazzi della sua età cercavano ancora la propria strada, Riccardo guardava già lontano. Voleva diventare avvocato. Aveva quel mix raro di furbizia acuta e senso di giustizia, la stoffa di chi sa difendere gli altri e ragionare con logica, senza mai perdere la sua proverbiale tenerezza. Lo immaginiamo così, tra la velocità del nuoto e la precisione del tennis. Sport che richiedono disciplina e cuore, gli stessi che Riccardo metteva in ogni sua giornata.
In questa storia di sogni spezzati, c’è un filo che non si è mai spezzato: quello tra Riccardo Minghetti e il suo amico fraterno Manfredi Marcucci.
Due ragazzi di 16 anni, cresciuti insieme tra i banchi e i sogni, che il destino ha voluto tenere uniti in quel momento terribile a Crans-Montana. Dopo due settimane di silenzio, in quel limbo sospeso che è il coma, Manfredi è tornato. Il suo risveglio è stato un respiro di sollievo per tutti, ma porta con sé un compito prezioso: essere la voce, la risata e il futuro anche per chi non c'è più. Manfredi e Riccardo non erano solo amici, erano fratelli per scelta. Ora, ogni traguardo di Manfredi, ogni sorriso che tornerà sul suo volto, sarà dedicato anche a quel futuro avvocato dal sorriso timido che lo guarderà sempre da un campo da tennis più alto.
Oggi, 2 febbraio, non ricordiamo solo una vittima; onoriamo un'amicizia che è sopravvissuta alla strage. ❤️