@ labibliotecadikev Ciao, scusa se rispondo un po’ in ritardo.
Hai ragione: gran parte di quello che si trova in rete sul Medioevo siciliano parla in realtà della corte di Federico II, non del Trecento. Dopo i Vespri la Sicilia è un regno aragonese a sé, con corte itinerante e fonti diverse, più quotidiane che da fiaba.
Per il cibo il testo più centrato è Henri Bresc, Il cibo nella Sicilia medievale. Per abiti, feste e usi: Salvatore Tramontana, Vestirsi e travestirsi in Sicilia, che usa proprio le leggi suntuarie di Federico III del 1308-1309. Se ti va di approfondire, l’opera-madre è sempre Bresc, Un monde méditerranéen (1300-1450): è in francese, ma è il quadro da cui partono quasi tutti.
Tre fonti d’epoca che valgono più di tanti riassunti: il Declarus di Angelo Senisio (1348), un lessico siciliano con i nomi veri dei piatti; la Historia Sicula del cosiddetto Michele da Piazza; e la Cronica Sicilie anonima, di ambiente cancelleresco palermitano.
Altre letture interessanti, ma più vaghe, sono molto di nicchia: La Sicilia dopo il Vespro di I. Peri, che analizza le città, le campagne dal 1282 al 1376; I regni del Mediterraneo Mediterraneo Occidentale, di D. Abulafia, per seguire i commerci del tempo, specie di influenza aragonese; ed infine C'era una volta una Regina..., di M. R. Lo Forte Scirpo, che analizza la vita di corte a 360° di due regine siciliane: Maria d'Aragona e Bianca di Navarra.
E credo sia tutto. Se ti serve altro aiuto, sono qui.