Beatrix_404

nuova storia :D
          	
          	La Francia del Settecento era uno degli Stati più potenti e popolosi d'Europa, ma dietro lo splendore della sua immagine si nascondeva una società profondamente diseguale e fragile. Governata dalla monarchia assoluta dei Borbone, con Luigi XV prima e Luigi XVI poi, il potere era concentrato nelle mani del re, considerato sovrano per diritto divino, mentre la corte di Versailles rappresentava il centro politico e simbolico del regno: un luogo di lusso sfrenato, etichetta rigida, feste, abiti sfarzosi e intrighi, completamente scollegato dalla realtà del popolo. La società era divisa in tre ordini: il clero e la nobiltà, che godevano di enormi privilegi, esenzioni fiscali e ricchezze, e il Terzo Stato, che comprendeva borghesi, artigiani, contadini e poveri urbani, costretti a sostenere il peso delle tasse e delle carestie. L'economia era prevalentemente agricola e vulnerabile: cattivi raccolti significavano fame, aumento del prezzo del pane e rivolte popolari, mentre le finanze dello Stato erano allo stremo a causa delle guerre costose e dello stile di vita della corte. Allo stesso tempo, il Settecento fu un secolo di grande fermento intellettuale: l'Illuminismo, con pensatori come Voltaire, Rousseau e Montesquieu, mise in discussione l'assolutismo, i privilegi e l'autorità della Chiesa, diffondendo idee di libertà, uguaglianza e diritti naturali, soprattutto tra la borghesia istruita. Questa contraddizione tra un'élite che viveva nel lusso e una popolazione sempre più impoverita e consapevole creò una tensione costante che attraversò tutta la società francese. Così, dietro i saloni dorati di Versailles e i ritratti eleganti della nobiltà, la Francia del 1700 era un paese carico di ingiustizie, malcontento e cambiamenti imminenti, un mondo sul punto di crollare e trasformarsi radicalmente con la Rivoluzione del 1789.

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          La Francia del Settecento era uno degli Stati più potenti e popolosi d'Europa, ma dietro lo splendore della sua immagine si nascondeva una società profondamente diseguale e fragile. Governata dalla monarchia assoluta dei Borbone, con Luigi XV prima e Luigi XVI poi, il potere era concentrato nelle mani del re, considerato sovrano per diritto divino, mentre la corte di Versailles rappresentava il centro politico e simbolico del regno: un luogo di lusso sfrenato, etichetta rigida, feste, abiti sfarzosi e intrighi, completamente scollegato dalla realtà del popolo. La società era divisa in tre ordini: il clero e la nobiltà, che godevano di enormi privilegi, esenzioni fiscali e ricchezze, e il Terzo Stato, che comprendeva borghesi, artigiani, contadini e poveri urbani, costretti a sostenere il peso delle tasse e delle carestie. L'economia era prevalentemente agricola e vulnerabile: cattivi raccolti significavano fame, aumento del prezzo del pane e rivolte popolari, mentre le finanze dello Stato erano allo stremo a causa delle guerre costose e dello stile di vita della corte. Allo stesso tempo, il Settecento fu un secolo di grande fermento intellettuale: l'Illuminismo, con pensatori come Voltaire, Rousseau e Montesquieu, mise in discussione l'assolutismo, i privilegi e l'autorità della Chiesa, diffondendo idee di libertà, uguaglianza e diritti naturali, soprattutto tra la borghesia istruita. Questa contraddizione tra un'élite che viveva nel lusso e una popolazione sempre più impoverita e consapevole creò una tensione costante che attraversò tutta la società francese. Così, dietro i saloni dorati di Versailles e i ritratti eleganti della nobiltà, la Francia del 1700 era un paese carico di ingiustizie, malcontento e cambiamenti imminenti, un mondo sul punto di crollare e trasformarsi radicalmente con la Rivoluzione del 1789.