MattiaColombo9

CANTO I
          [Incomincia la Comedia di Dante Alighieri di Firenze, ne la quale tratta de le pene e punimenti de' vizi e de' meriti e premi de le virtù. Comincia il canto primo de la prima parte la quale si chiama Inferno, nel qual l'auttore fa proemio a tutta l'opera.]
           
          
          Nel mezzo del cammin di nostra vita
          mi ritrovai per una selva oscura,
          ché la diritta via era smarrita.
          Ahi quanto a dir qual era è cosa dura
          esta selva selvaggia e aspra e forte
          che nel pensier rinova la paura!
          Tant' è amara che poco è più morte;
          ma per trattar del ben ch'i' vi trovai,
          dirò de l'altre cose ch'i' v'ho scorte.
          Io non so ben ridir com' i' v'intrai,
          tant' era pien di sonno a quel punto
          che la verace via abbandonai.
          Ma poi ch'i' fui al piè d'un colle giunto,
          là dove terminava quella valle
          che m'avea di paura il cor compunto,
          guardai in alto e vidi le sue spalle
          vestite già de' raggi del pianeta
          che mena dritto altrui per ogne calle.
          Allor fu la paura un poco queta,
          che nel lago del cor m'era durata
          la notte ch'i' passai con tanta pieta.
          E come quei che con lena affannata,
          uscito fuor del pelago a la riva,
          si volge a l'acqua perigliosa e guata,
          così l'animo mio, ch'ancor fuggiva,
          si volse a retro a rimirar lo passo
          che non lasciò già mai persona viva.
          Poi ch'èi posato un poco il corpo lasso,
          ripresi via per la piaggia diserta,
          sì che 'l piè fermo sempre era 'l più basso.
          Ed ecco, quasi al cominciar de l'erta,
          una lonza leggiera e presta molto,
          che di pel macolato era coverta;
          e non mi si partia dinanzi al volto,
          anzi 'mpediva tanto il mio cammino,
          ch'i' fui per ritornar più volte vòlto.
          Temp' era dal principio del mattino,
          e 'l sol montava 'n sù con quelle stelle
          ch'eran con lui quando l'amor divino
          mosse di prima quelle cose belle;
          sì ch'a bene sperar m'era cagione
          di quella fiera a la gaetta pelle
          l'ora del tempo e la dolce stagione;
          ma non sì che paura non mi desse
          la vista che m'apparve d'un leone.

KokoWheeler7

minchia colombo
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