Siamo scrittori per piacere, e da questo punto di vista direi quasi “per fortuna”. Certo il momento down è sempre deleterio, perché lo si vive come “momento voglia zero” ma anche un po’ come “momento sconfitta”, perdita di tempo, spreco di energie per qualche commento carino o magari per ricevere pesanti critiche giudicate immotivate.
La realtà credo è che, al di là dell’arrivare, la cosa che ci spinge a scrivere è che ci piace farlo, a modo nostro; ci piace poter raccontare la nostra storia, dire qualcosa con uno stile che scegliamo. Ci esprimiamo.
E anche nel silenzio talvolta troviamo nuove vie, nuove espressioni, nuove parole…
Credo l’errore sia temerlo. Farselo amico aiuta a fruire con esso.
Non è lavoro. Non scriviamo per vivere, e forse non viviamo per scrivere. Ma quando lo facciamo è perché abbiamo ascoltato anche i nostri silenzi.
❤️