ATTENZIONE ⚠️ CONTENUTO ESPLICITO.
6 MESI FA…
La musica è altissima. Io sono ubriaca fradicia. La porta della stanza di Tyler è chiusa. Non so cosa sto facendo. Ma lo faccio comunque. Non penso. Non busso. La apro.
All'inizio non capisco subito cosa sto guardando. La musica è altissima, le luci soffuse. Poi i contorni diventano chiari. Troppo chiari.
Tyler è di spalle. Nudo. COMPLETAMENTE NUDO.
Davanti a lui, sul letto, c'è Cassie.
Cassie è dell'ultimo anno. Una di quelle sempre perfette. Popolare. I ragazzi le sbavano dietro come con Ivy.
E' sul letto con le gambe completa aperte. Tyler è piegato su di lei, con la faccia sulla sua figa, mentre la lecca in un modo che fa tremare le gambe anche a me. Le sue mani stringono le lenzuola, la testa reclinata all'indietro, la voce spezzata da gemiti che non dovrei sentire. Che non dovrei vedere.
Il mio cervello si spegne.
Il mio corpo no.
Resto immobile sulla soglia, come se qualcuno mi avesse inchiodata lì. La vergogna mi travolge per prima. Subito dopo arriva qualcos'altro. Qualcosa di sporco. Di inaspettato.
Gelosia.
Eccitazione.
Perché una parte di me — quella che cerco di ignorare da due anni — pensa una cosa sola:
Avrei voluto essere io.
Avrei voluto essere io su quel letto.
Io a sentire le sue mani.
Io a perdere il controllo.
Io a gemere in quel modo.
Quando finalmente si accorgono di me, è già troppo tardi.
Tyler si gira. È ubriaco fradicio. Gli occhi scuri, il sorriso storto, pericoloso. Si alza, barcolla verso di me senza alcuna vergogna, come se la scena non fosse appena esplosa davanti ai miei occhi.
«Syd...»
La sua voce è bassa, impastata di alcol.
«Se al posto suo ci fossi tu...»
Si avvicina ancora di un passo. Troppo. Con il corpo completamente in mostra.
«...non cammineresti per due giorni.»
…