«So che dovremmo occuparci di altro,» mormora, la voce bassa, trattenuta. «So che sei qui probabilmente per incastrare anche me...»
Il mio respiro rallenta, o forse accelera, non riesco a capirlo.
«Ma muoio dalla voglia di scoparti, cazzo!» continua, ancora più vicino, tanto che sento il suo respiro sfiorarmi la pelle. «E mi irrita il fatto di non riuscire a controllare questa cosa».
Le sue parole mi attraversano come una scarica.
Sento il corpo reagire prima ancora della mente, ma mi impongo di restare ferma, lucida.
«Non sono qui per questo, lo sai,» rispondo, cercando di mantenere un tono fermo. «Devo lavorare.»
Ma anche alle mie orecchie... suona meno convincente di quanto vorrei.
«Lo vedo come mi guardi...» dice, la voce bassa, sicura. «So che anche tu non vedi l'ora di scoprire come sarebbe il sesso con me.»
Si avvicina ancora, costringendomi a indietreggiare fino a quando la schiena tocca il muro.
Non ho più spazio.
«Ti eccita scopare con quelle più grandi di te?» chiedo con un filo di voce, senza distogliere lo sguardo dal suo.
Un'ombra gli attraversa gli occhi.
«No...»La sua bocca si ferma a un soffio dalla mia, immobile, come se stesse trattenendo qualcosa.
Il tempo sembra rallentare.
«Sei tu che mi ecciti» Sento il suo respiro sulla pelle, troppo vicino, troppo reale.