Con il concerto di ieri a Firenze dei Linkin Park, posso ufficialmente dire che una ferita di ben nove anni si è chiusa, cicatrizzata, ed è già in procinto di guarire.
Emily non sarà Chester. Non avrà lo stesso dolore in corpo, la stessa grinta e non reggerà mai il paragone - che non può essere nemmeno preso in considerazione, visto che si tratta di due vocalità completamente differenti. Ma è ciò che serviva alla band per ricominciare quella storia interrotta bruscamente nel Luglio 2017.
Se la me adolescente dovesse sapere che in un futuro lontano sarebbe riuscita a vedere la SUA band del cuore per ben due volte da sola, di cui una in un altro Stato, e che avrebbe cantato a squarciagola quasi tutto il loro repertorio storico, minimo si sarebbe messa in un angolo remoto a piangere tutte le lacrime che aveva in corpo.
Cosa che è successa a Monaco mentre cantavano Papercut e anche ieri, durante Waiting for the End.
Un capitolo è terminato e un altro è già stato riscritto.
Mini me è felice e sta facendo i salti carpiati mentre urla le canzoni storiche.
Io continuo a crescere con un nuovo faro ad illuminarmi il percorso; la mia costante, per sempre.❤️
(off topic, ma Mike Shinoda è ancora un figo pazzesco, che mi ricorda per quale motivo amo i punk dai capelli rossi - 49 anni, ma riesce ancora a rappare come se ne avesse la metà).
(off topic dell'off topic, ma pure Emily è una gran figa. Il fascino delle donne androgine, musiciste poliedriche e dalla faccia d'angelo mentre urlano "stop yelling at me!!" non smetterà mai di farmi dubitare della mia (già) precaria eterosessualità - crush indiscussa, comunque. Invidio la sua ragazza)