FratelliDoro

Dalle grandi vetrate penetravano le luci della sera, la stanza elegante le lunghe tende purpuree vagliavano i bagliori della candida luna piena, laggiù un mare sereno calma gli animi dei pescatori, quassù solo io e te, una bottiglia di whisky invecchiato e un letto di seta, palcoscenico d’amore proibito. I due amanti perpetuavano il miracolo dell’Eros.
          	Lui incarnazione dell’arcano dio del godimento, lei, la sua psiche. 
          	Il calore estivo ballava col cielo limpidi traboccante di stelle, da dove giungeva ora come un tempo il perpetuo giovine figlio, allievo, amante di Afrodite donatrice di candidi, purpurei pomi.
          	Si confondeva tra le modernità della società dove faceva spiccare nel silenzio gli antichi doni:
          	In ogni dove, in ogni ora nutriva l’ancestrale desiderio proibito, parlava molte lingue, insegnava alle sue predilette la lingua dell’amore. 
          	Ascoltava le storie delle figlie del mondo, ne era arricchito, valutava, ponderava, i mali che le allieve gli proferivano, cercando di curare le ferite delle sue predilette col dorato sangue regale.
          	La cultura era il suo pane, l’eros il suo vino, l’umana deità la sua energia, la storia il suo tempo … 
          	La poesia il suo richiamo, rivolto alle donne di ogni era.

FratelliDoro

Dalle grandi vetrate penetravano le luci della sera, la stanza elegante le lunghe tende purpuree vagliavano i bagliori della candida luna piena, laggiù un mare sereno calma gli animi dei pescatori, quassù solo io e te, una bottiglia di whisky invecchiato e un letto di seta, palcoscenico d’amore proibito. I due amanti perpetuavano il miracolo dell’Eros.
          Lui incarnazione dell’arcano dio del godimento, lei, la sua psiche. 
          Il calore estivo ballava col cielo limpidi traboccante di stelle, da dove giungeva ora come un tempo il perpetuo giovine figlio, allievo, amante di Afrodite donatrice di candidi, purpurei pomi.
          Si confondeva tra le modernità della società dove faceva spiccare nel silenzio gli antichi doni:
          In ogni dove, in ogni ora nutriva l’ancestrale desiderio proibito, parlava molte lingue, insegnava alle sue predilette la lingua dell’amore. 
          Ascoltava le storie delle figlie del mondo, ne era arricchito, valutava, ponderava, i mali che le allieve gli proferivano, cercando di curare le ferite delle sue predilette col dorato sangue regale.
          La cultura era il suo pane, l’eros il suo vino, l’umana deità la sua energia, la storia il suo tempo … 
          La poesia il suo richiamo, rivolto alle donne di ogni era.

FratelliDoro

Ciao ragazzi siamo due studenti di storia appassionati di storie. Nella nostra  prima vita probabilmente eravamo cantastorie itineranti, ora grazie ai social non dobbiamo muoverci troppo dalla scrivania e ciò ci dona ancora più tempo per scrivere e raccontare.
          Sempre carichi a dar sfogo a quel flusso di energie che una volta Omero chiamò muse e che noi amiamo definire fiamma, conosciuta a tutti come  ispirazione.
          Spero che le nostre fole siano di vostro gradimento.
          Buona immersione, buona lettura!