Dalle grandi vetrate penetravano le luci della sera, la stanza elegante le lunghe tende purpuree vagliavano i bagliori della candida luna piena, laggiù un mare sereno calma gli animi dei pescatori, quassù solo io e te, una bottiglia di whisky invecchiato e un letto di seta, palcoscenico d’amore proibito. I due amanti perpetuavano il miracolo dell’Eros.
Lui incarnazione dell’arcano dio del godimento, lei, la sua psiche.
Il calore estivo ballava col cielo limpidi traboccante di stelle, da dove giungeva ora come un tempo il perpetuo giovine figlio, allievo, amante di Afrodite donatrice di candidi, purpurei pomi.
Si confondeva tra le modernità della società dove faceva spiccare nel silenzio gli antichi doni:
In ogni dove, in ogni ora nutriva l’ancestrale desiderio proibito, parlava molte lingue, insegnava alle sue predilette la lingua dell’amore.
Ascoltava le storie delle figlie del mondo, ne era arricchito, valutava, ponderava, i mali che le allieve gli proferivano, cercando di curare le ferite delle sue predilette col dorato sangue regale.
La cultura era il suo pane, l’eros il suo vino, l’umana deità la sua energia, la storia il suo tempo …
La poesia il suo richiamo, rivolto alle donne di ogni era.